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Acrilammide, sostanza pro cancro nei cibi fritti

scritto il 08 Lug 2014 da in Salute e Bellezzaarticolo letto 3.186volte

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Cibi fritti, cancerogeni per colpa dell’acrilammide

Che i cibi fritti non siano tra i più salutari è cosa risaputa. Ma, stando ai risultati di recenti studi scientifici, questo tipo di alimenti, a causa della presenza di acrilammide, sarebbe addirittura cancerogeno.

E’ ciò che si evince da una nota dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), secondo la quale l’acrilammide è una sostanza particolarmente pericolosa per la nostra salute, soprattutto perché in grado di aumentare il rischio di sviluppare tumori.

Ecco tutto ciò che dovete sapere sull’acrilammide e sulla pericolosità dei cibi fritti.

I cibi fritti e la formazione di acrilammide

Cos’è l’acrilammide e in quali alimenti è presente?

L’acrilammide è un composto chimico che si sviluppa nei prodotti amidacei cotti ad una temperatura pari o superiore a 120°C. La cottura ritenuta potenzialmente più rischiosa è la frittura, ma pare che l’acrilammide si sviluppi anche in alimenti cotti al forno o alla griglia, sia in ambito domestico sia nell’industria alimentare.

Tra i cibi più a rischio ci sono patatine fritte e arrosto, pane tostato, fette biscottate e biscotti (compresi quelli per bambini), crackers, grissini, torte e persino il caffè (poiché tostato). E, in poche parole, più il prodotto risulta croccante e dorato (e quindi invitante!) più è pericoloso.

L’allarme acrilammide lanciato dall’EFSA

Nella nota riguardo alla pericolosità dell’acrilammide, l’EFSA ha messo in guardia i consumatori affermando che, sulla base degli esiti di alcuni studi scientifici condotti sugli animali, si ha ragione di credere che la suddetta acrilammide aumenti potenzialmente il rischio di cancro per individui di ogni età, sebbene i soggetti più vulnerabili siano i bambini, per via del loro peso corporeo.

Poiché le ricerche condotte finora hanno avuto come campione d’analisi degli animali, per chiarire l’effettiva pericolosità dell’acrilammide per la salute umana sono indubbiamente necessari ulteriori studi e approfondimenti.

Tuttavia, le autorità nazionali ed europee, come spiega la nota EFSA, già raccomandano alle industrie alimentari di ridurre al minimo la presenza di acrilammide nei loro prodotti e forniscono consulenza a produttori e consumatori sulla preparazione dei cibi.

In attesa di ulteriori delucidazioni, dunque, potrebbe essere utile limitare il consumo di alimenti cotti ad alte temperature, per quanto possano essere golosi e invitanti! Ce la facciamo? Dite la vostra!

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Sara Rena

Sara Rena

"Uno scrittore è essenzialmente un uomo che non si rassegna alla solitudine"

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