Aereo Malese abbattuto: morte 108 persone tra ricercatori ed esperti dell’HIV

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TRA LE 298 VITTIME DELL’AEREO COLPITO IN UCRAINA, RIENTRANO PURTROPPO ANCHE 108 TRA ESPERTI , RICERCATORI , VOLONTARI E PERSONE COINVOLTE A VARIO TITOLO NELLA LOTTA ALL’AIDS .

Dire che l’abbattimento dell’ aereo malese è un evento tragico è ovvio e scontato , 298 vite spezzate per motivi assurdi mentre sorvolano una zona di guerra, ma a questo si aggiunge un ulteriore tragedia ,un ulteriore perdita, quella di 108 esperti e ricercatori che si trovavano su quel volo perché diretti alla conferenza mondiale dell’HIV a Melbourne .Nella lista passeggeri compaiono 6 tra i maggiori esperti mondiali dell’HIV e tanti altri ricercatori che partecipavano alla conferenza per presentare nuovi studi e nuove ricerche. Alla notizia dell’accaduto, mentre i nomi delle vittime venivano rese noti, l’intero mondo scientifico e non solo restava sgomento per l’accaduto e con messaggi e dichiarazioni per manifestare la sua tristezza e la sua rabbia per l’accaduto. Su quel volo infatti, vi erano alcuni tra i massimi esperti e attivisti che lottavano per sconfiggere questa malattia. 108 speranze, per i tanti malati che con le loro vite stavano contribuendo nella lotta contro l’AIDS. Tra le vittime compare Il professore  l’olandese Josep Lange, famoso per le sue ricerche pioneristiche e tra i primi ad occuparsi della malattia, lascia più di 350 pubblicazioni riguardanti HIV. La maggior parte dei trattamenti attuali contro l’HIV si basano sulle sue ricerche, che riguardano tra l’altro, la trasmissione della malattia in gravidanza. Inoltre, il prof. Lange era l’ex presidente della AIDS society che era proprio l’organizzatore della conferenza. Il prof Lange definito da tutta la comunità scientifica una persona ricca di passione e dedizione per il lavoro era un paladino dei diritti umani e il fondatore dell’Ong internazionale pharmacess che si occupa di garantire che i malati di AIDS nelle zone più povere del mondo abbiano un accesso garantito alle cure. Ad accompagnare il professore c’era anche la moglie e collega Jacqueline Van Tongeren impiegata anche lei nella lotto contro questo virus.Jennifer Watt cha ha lavorato con il prof. Lange presso un compagnia farmaceutica a San Francisco, in riferimento al suo lavoro in africa dichiara:

“Ho lavorato a stretto contatto con lui in svariate ricerche cliniche e certamente è da definirsi il padre della ricerca sull’AIDS nei paesi poveri “.

Tra le altre vittime ricordiamo inoltre la Dot. Lucie Van Mens direttrice del programma che supporta le donne vittime dell’aids. Ms. Van Tongeren che lavorava coordinando progetti a favore della ricerca sul HIV dal 1986, e coordinava varie attività a supporto dei malati a stretto contatto con Lange . Glenn Thomas per molti anni portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità. Inoltre, vi era un attivista olandese Pim De Kuijer che si occupava della campagna “Stop AIDS now”
Questi che abbiamo elencato sono, solo pochi esempi delle 108 vite spezzate da quel missile. Erano 108 persone che tra sacrifici e difficoltà cercavano di rendere questo mondo un posto migliore. Tra cui, ricercatori che spesso in condizioni non adeguate e con pochi fondi passano ore e ore in laboratorio non curanti del tempo perché spinti dalla passione, ispirati dalla conoscenza. Nel loro futuro, vi erano altre notti in bianco e tanto altro lavoro e magari delle nuove scoperte .Tuttavia , tra loro e quel futuro si è messo di mezzo un missile. Un missile sparato non si sa da chi ancora e non si sa perché ma che certamente rappresenta uno dei punti più bassi dell’essere umano in quanto tale. Come abbiamo già detto, molti di loro stavano andando alla conferenza per presentare delle nuove ricerche e la comunità scientifica si interroga anche sulla possibilità che tali documenti e scoperte siano perse per sempre e ciò rende il tutto ancora più triste e sconsolante. Per molti colleghi  “la conoscenza andata perduta è insostituibile”. “Su quel volo c’erano degli scienziati che guidavano la ricerca mondiale” molti hanano aggiunto.Trevor Stratton,  da anni impiegato nella lotta contro HIVdichiara :

“La cura per l’Aids poteva essere su quell’aereo, semplicemente non  lo sappiamo “

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Una cosa è certa, nel cielo dell’ucraina alle ore 17:29 si sono incontrate per un attimo, la massima espressione della creatività e della meraviglia della mente umana e la più bassa e subdola espressione dell’essere umano.

Cito, non a caso, lo scienziato russo Isaac Asimov che ha detto “C’è un’unica luce nella scienza  che  brilla ovunque,  è questa che deve illuminare qualsiasi luogo”. Ebbene ,108 di quelle luci si sono spente ,colpite da un missile, e in quel momento ,   il mondo, non solo quello scientifico, è diventato un posto più buio.

 

 

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