Fino all’ultimo respiro, di Rebecca Domino

25/02/14 TCT unit's second birthday with Caroline Flack

Sono Rebecca Domino, autrice del romanzo “Fino all’ultimo respiro”, che racconta la storia dell’improvvisa amicizia fra Allyson, diciassettenne scozzese come tante, e Coleen, sua coetanea malata da due anni e mezzo di leucemia. Il romanzo è leggibile gratuitamente e chiunque fosse interessato a riceverne una copia in PDF può scrivermi a rebeccaromanzo@yahoo.it e gliela invierò volentieri.
Ho deciso di rendere leggibile gratuitamente il romanzo sia per spronare i lettori a donare quello che possono a Teenage Cancer Trust (di cui vi parlerò meglio più avanti) sia per raccontare le storie degli adolescenti e dei giovani adulti con il cancro. Questo, purtroppo, è un argomento di cui in Italia si parla pochissimo.
Quando si pensa al cancro si pensa automaticamente alla morte, al dolore fisico e morale e si ha paura; paura che possa colpire noi o qualcuno che amiamo. Nelle storie degli adolescenti con il cancro ho trovato sì la paura e il dolore, ma anche e soprattutto il coraggio, le risate, la forza di volontà, l’altruismo e l’amore per la vita!
Nonostante l’argomento trattato, il mio romanzo, infatti, è un inno alla vita. Con il libro voglio ricordare alle persone che cosa conta davvero nella vita; purtroppo molta gente si lamenta per un nonnulla e lascia che le giornate passino senza aver fatto niente d’importante… questi ragazzi mi hanno ricordato che quello che rende la vita degna di essere vissuta è l’essere consapevoli di ogni attimo, grati di ogni singolo giorno, anche di quelli in cui le cose non vanno come vorresti, anche di quelli in cui ti senti così debole da non riuscire ad alzarti dal letto, e che il valore di una vita si misura principalmente nella differenza che facciamo nelle vite degli altri.

Non si tratta necessariamente di andare dall’altra parte del mondo a fare volontariato, ma di avere un’attitudine positiva verso la gente e verso la vita in generale, fare compagnia alla vicina di casa anziana che sta sempre sola, aiutare un bambino ad attraversare la strada, raccogliere anche solo 10 Euro per un ente benefico di cui supportiamo il lavoro… piccole azioni che, alla fine della giornata, rendono quel giorno degno di essere vissuto, perché ha migliorato le vite altrui, oltre che la nostra.
Naturalmente voglio anche parlare del lato piu’ doloroso della realtà degli adolescenti con il cancro. Nel Regno Unito (dove è ambientato il romanzo e dove ho vissuto per un anno) la situazione è diversa rispetto all’Italia, per via dell’esistenza di varie associazioni che supportano i giovani con il cancro, prima fra tutte Teenage Cancer Trust, che si occupa di loro in toto. In Italia manca una realtà del genere. E’ imperativo (in entrambi i Paesi) educare gli adolescenti e i giovani in merito al cancro; se nel Regno Unito Teenage Cancer Trust offre incontri gratuiti nelle scuole per parlare di quest’argomento, in Italia manca un servizio del genere che, secondo me, è necessario.
A nessuno piace pensare al cancro, e gli adolescenti solitamente non pensano che un tumore possa colpire proprio loro. Ma succede ogni giorno. Essere diagnosticati correttamente e per tempo può salvare la vita. Ecco perché è importante che i giovani, i loro famigliari e anche i medici di base sappiano quali sono i sintomi che devono far scattare l’allarme.

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I CINQUE SINTOMI CHE POSSONO VOLER DIRE CHE UN ADOLESCENTE HA IL CANCRO*

Basta avere anche solo uno di questi sintomi per richiedere di essere diagnosticati. Naturalmente tutti i sintomi elencati s’intendono di prolungata durata e spesso senza una spiegazione razionale.

– gonfiori e sudore persistenti
– drammatica perdita di peso
– stanchezza estrema
– cambiamenti dei nei
– dolore persistente e inspiegabile

In caso di uno di questi sintomi l’adolescente o il giovane adulto deve andare dal medico di base e richiedere esami specifici per il cancro.

Informare i giovani, far si che in Italia si parli di più del cancro negli adolescenti e che ci si mobiliti per offrire loro dei servizi che salvano la vita (sia nel senso stretto del termine, sia aiutando i giovani dal punto di vista emotivo e sociale) come quelli che esistono nel Regno Unito.
Ecco uno dei motivi per cui ho deciso di spronare i miei lettori a donare a Teenage Cancer Trust; perché il lavoro di quest’ente benefico è senza eguali ed è vitale per i giovani adulti e gli adolescenti con il cancro e perché spero che, parlandone, gli italiani si rendano conto che dobbiamo organizzarci e aprire un ente del genere anche da noi.

fino all'ultimo respiro 4 Teenage Cancer Trust logo (1)
Dal 1990 Teenage Cancer Trust si occupa in toto degli adolescenti e dei giovani adulti (13-24 anni) con il cancro. Esso dispone di ventisette reparti sparsi in tutto il Regno Unito e ne ha altri sette in progettazione. Questi reparti sono “una casa lontano da casa” perché sono fatti a misura di adolescente, allegri, colorati, con giochi, libri, giornali, attività per giovani e la possibilità di rimanere in contatto con la scuola d’appartenenza, per non rimanere indietro con il programma. Inoltre, il personale che vi lavora è specializzato negli adolescenti e nei giovani adulti.
Il cuore di Teenage Cancer Trust sta nel fatto che, ai loro occhi, un adolescente è prima di tutto un adolescente, poi un malato di oncologia. Se non esistessero reparti come quelli di Teenage Cancer Trust, gli adolescenti sarebbero costretti a essere curati nei reparti per adulti o in quelli pediatrici, in entrambi i casi in compagnia di pazienti con bisogni e sogni diversi dai loro. Nei reparti di Teenage Cancer Trust invece, nonostante il dolore, si ride, si fa amicizia, ci si confronta.
Teenage Cancer Trust tiene molto al lato sociale del cancro negli adolescenti; se ricevere una diagnosi di cancro è terribile per tutti, lo è specialmente per un adolescente, che dovrebbe pensare solo allo studio e alle uscite con gli amici e che sta muovendo i primi passi verso l’indipendenza; l’adolescente cui viene diagnosticato il cancro spesso si ritrova a pensare seriamente alla propria mortalità per la prima volta ed è costretto a pigiare il tasto “pausa” nella sua vita, a posporre a data da definire tutti i suoi progetti nonché, molto spesso, a rinunciare (seppur temporaneamente) a quell’indipendenza che stava conquistando passo dopo passo.

fino all'ultimo respiro 3 camera reparto Teenage Cancer Trust

La sua vita cambia in fretta e per sempre. E’ normale avere paura, sentirsi soli e diversi dai coetanei sani, per questo il confronto con delle persone vicine d’età, nella stessa situazione, è fondamentale.
L’evento “find your sense of tumour”, organizzato da Teenage Cancer Trust, permette a circa trecento giovani da tutto il Regno Unito d’incontrarsi e confrontarsi, e fa nascere amicizie fra ragazzi e ragazze che sanno che cosa vuol dire vivere con il cancro.
Sì, perché questo è il punto cruciale: vivere con il cancro. Continuare a essere adolescenti nonostante la malattia.
Donare a Teenage Cancer Trust significa permettere loro di continuare il magnifico lavoro che stanno facendo; l’ente benefico si affida solamente alle donazioni di privati e aziende e per aprire un nuovo reparto ha bisogno di una cifra che va dalle 500.000 sterline ai 3 milioni di sterline. Teenage Cancer Trust fa sentire i pazienti a casa, il personale li tratta come se fossero i loro figli e l’ente benefico è la spinta di forza, coraggio e allegria che li aiuta a essere più felici, sia durante il trattamento sia nella fase successiva.
Ecco perché sprono i miei lettori e le persone che stanno leggendo quest’articolo a donare quello che possono a Teenage Cancer Trust, può trattarsi anche soltanto di 1 Euro.

Tutti noi, ogni giorno, spendiamo almeno 1 Euro per qualcosa che non ci serve davvero. Non spendiamolo e doniamolo a quest’ente che salva le vite dei giovani con il cancro, di questi giovani che, una volta guariti, spesso continuano a parlare di Teenage Cancer Trust per sensibilizzare la gente sul lavoro dell’ente benefico e a raccogliere fondi in suo favore, per cercare di “sdebitarsi” per il trattamento ricevuto e per aiutare altri giovani che si ritrovano ad affrontare quello che loro hanno già vissuto.fino all'ultimo respiro 2 stephen sutton (1)

Molti di voi avranno sentito parlare della storia di Stephen Sutton, il diciannovenne inglese con un cancro terminale che ha raccolto oltre 4 milioni di sterline per Teenage Cancer Trust e che si è goduto la vita fino all’ultimo, ricordando a mezzo mondo che cosa conta davvero nella vita, sorridendo e tenendo i “pollici alzati” in un’immagine che è diventata il simbolo del coraggio e dell’altruismo di questi giovani.

Vi lascio proprio con una frase di Stephen e, per chi si chiedesse se è necessario donare ancora (dato che solo Stephen ha raccolto oltre 4 milioni di sterline) la risposta è sì; Teenage Cancer Trust ha sempre bisogno di denaro per mandare avanti i suoi numerosi progetti (oltre a quelli che ho già menzionato ci sono la ricerca, incontri per infermiere e dottori specializzati nel trattare con adolescenti e giovani adulti, organizzazione di eventi, spesso in grande e con il contributo di celebrità, per la raccolta fondi…). Sul mio blog, di cui lascio il link alla fine dell’articolo, potrete saperne ancora di più e leggere in che modo Teenage Cancer Trust impiega i soldi ricevuti dalle donazioni. E adesso vi lascio con la frase di Stephen Sutton, morto il 14 maggio 2014, dopo aver vissuto davvero.

FAI CHE OGNI SECONDO CONTI.
NON DARE NIENTE PER SCONTATO,
NON AVERE PAURA DI PROVARE NUOVE ESPERIENZE:
LA VITA E’ FATTA PER ESSERE VISSUTA!
Stephen Sutton

Per ulteriori informazioni su Teenage Cancer Trust, visita l’apposita sezione nel mio blog: http://rebeccadomino.blogspot.it/p/supporta-teenage-cancer-trust.html

Per effettuare una donazione libera, veloce e sicura, utilizza il link alla mia pagina su Justgiving: https://www.justgiving.com/Rebecca-Domino

A tutti coloro che doneranno e che parleranno ad altri dei giovani con il cancro e di Teenage Cancer Trust, grazie di cuore.

* i cinque sintomi del cancro negli adolescenti mi sono stati detti da Shelbee, adolescente inglese colpita da cancro alle ossa, attualmente in remissione, curata presso uno dei reparti di Teenage Cancer Trust. Shelbee ha dovuto aspettare sei mesi per una diagnosi corretta da parte del medico di base. Se lei o il medico avessero conosciuto quei sintomi, il cancro le avrebbero diagnosticato il cancro molto più in fretta.

 

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