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Anatocismo, il ritorno: il governo Renzi reintroduce gli interessi su interessi

scritto il 01 Lug 2014 da in Economiaarticolo letto 1.864volte

anatocismo

Il governo Renzi, con decreto legge, reintroduce l’anatocismo azzerando così e anzi soverchiando gli effetti benefici del taglio del costo del denaro della BCE. Effetti negativi per tutti coloro che contrarranno o hanno contratto un mutuo.

L’anatocismo è una delle misure più odiate dai cittadini, permette alle banche di calcolare periodicamente gli interessi su interessi, ovvero chi ha un mutuo deve restituire il credito, gli interessi, ma gli interessi a loro volta è come se fossero credito e riproducono interessi con il rischio di sfiorare anche l’usura.

Inizialmente le norme prevedevano che le banche effettuassero il calcolo degli interessi sugli interessi ogni tre mesi. In seguito a numerosi ricorsi e all’impegno dell’associazione dei consumatori adusbef, questo odioso balzello è stato tolto. Intervento decisivo è stato quello della Corte Costituzionale che nel 2012 con la sentenza del 05 aprile n. 78 sancisce l’incostituzionalità del decreto “mille proroghe” del governo Berlusconi (decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225) che, a sua volta aveva reintrodotto l’anatocismo. Insomma una dura lotta tra consumatori, Tribunali, Corte Costituzionale e legislatore su una norma, a tutto discapito dei cittadini e a favore delle banche, guarda caso la politica non sta mai dalla parte dei cittadini.
Il decreto legge in oggetto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 24 giugno del 2014, entrata in vigore il 25 giugno perché, essendo il decreto legge una misura urgente e per natura indifferibile, non vi è la canonica entrata in vigore dopo 60 giorni dalla pubblicazione, ma entrata in vigore immediata. Il decreto prende il nome di:

“Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche’ per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”.

L’ articolo che istituisce nuovamente l’anatocismo è il numero 31 che stabilisce:anatocismo 2

“Il comma 2 dell’articolo 120 del decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente: “2. Il CICR stabilisce modalita’ e criteri per la produzione, con
periodicita’ non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni disciplinate ai sensi del presente Titolo.”

Rispetto alla normativa più volte censurata dai tribunali di ogni ordine e grado, il calcolo non viene più effettuato trimestalmente, ma annualmente, ciò riduce il carico rispetto a passato anche se resta comunque un costo per chi ha contratto un mutuo. Ma non finisce qui perché la norma è retroattiva, infatti, stabilisce che i contratti stipulati dal 25 agosto 2014 avranno già l’anatocismo, ma tutti gli altri ancora in vigore dovranno essere adeguati con una clausola specifica entro 6 mesi dall’entrata in vigore della norma.
Questo il contenuto del comma 3 dell’articolo 31.

Futuri risvolti dell’anatocismo

Essendo questo un decreto legge, lo stesso deve essere convertito in legge entro 60 giorni altrimenti decade ed è come se non fosse mai entrato nel nostro ordinamento. Il fatto che nessuna forza politica abbia sollevato la questione, fa propendere per un consenso molto tacito che renderà possibile far passare questa norma al vaglio dei due rami del Parlamento con molta facilità. A denunciare la reintroduzione dell’anatocismo e l’odiosa pratica degli interessi su interessi ancora una volta esponenti della società civile che promettono battaglia, e non certo i partiti.
La misura coinvolge migliaia di famiglie che tuttora hanno in vigore contratti di mutuo stipulati anche a condizioni economiche diverse e che si sono trovati la crisi economica sulle spalle e allo stesso tempo condizioni mutate oltre che tutti coloro che volessero stipulare un mutuo.

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Nadia Pascale

Nadia Pascale

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