Associazioni gay nord americane contro il governo russo

Storia e geografia sono spesso state considerate dagli studenti materie inutili e noiose, ma alcuni episodi come quello successo il 2 agosto scorso  a West Hollywood -New York possono farci rivalutare queste materie

West Hollywood a Manhattan-New York: versati litri di vodka Stolichnaya per protesta dai gruppi per i diritti gay contro la nuova legge russa omofoba che vieta il gay pride e altre manifestazioni pubbliche di omosessuali. La protesta organizzata su twitter ed intitolata  #dumpstoli campaign voleva con questo gesto colpire il governo russo ma non ha considerato un particolare che ha finito per irritare la Lettonia e gli interessi lettoni negli USA. 

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La vodka Stoli è distillata in Lettonia ed è di proprietà di una società lussemburghese controllata da un miliardario russo espulso dal proprio paese proprio per la sua opposizione al pregiudizio che è, ironia, alla base della nuova legge anti-gay. Il paradosso è che con questo gesto eclatante è stato colpito il popolo lettone da sempre tollerante ed impegnato nel tutelare le diversità.

È dovuto intervenire Mozaika , una delle maggiori associazioni lettoni per i diritti gay,  per fermare il  boicottaggio della vodka Stolichnaya. ”La Lettonia è rimasta sotto l’occupazione sovietica per oltre 50 anni”, Kaspars Zalitis ha scritto in un post sulla pagina di Facebook del gruppo Mozaika, lamentando che molti stranieri considerano ancora erroneamente la piccola nazione baltica come parte della Russia. “La Lettonia è  con orgoglio un membro dell’Unione europea e si sta sforzando di essere un paese democratico e aperto. Vorremmo con determinazione chiedere di riconsiderare le vostre azioni, parlo della campagna: ‘Dump Stoli! Dump Russian Vodka!’ ( getta via Stoli!! Butta via la vodka russa ). Questa protesta  può soltanto danneggiare la Lettonia, la sua economia e i dipendenti della società  Latvijas Balzams. In altre parole: la campagna internazionale # dumpstoli mira al paese sbagliato”.

 Latvijas Balzams, la distilleria che produce Stolichnaya, ha 600 dipendenti ed è uno dei più grandi esportatori del paese.

Il boicottaggio così non ha raggiunto il suo scopo: le vendite di vodka russa non si sono abbassate, né  è stata intaccata la popolarità dell’antivirus Kaspersky, un altro tra i più importante prodotti made in Russa esportati verso il Nord America. Un portavoce della società SPI Group, proprietario lussemburghese del marchio Stolichnaya, attraverso una comunicazione consegnata alla Associated Press, confida che gli organizzatori della protesta capiscono che Stolichnaya non è un prodotto russo, la campagna  # dumpstoli va quindi immediatamente bloccata. SPI Group ha dichiarato alla agenzie di stampa. “Siamo attivi nella difesa dei diritti – e non possiamo sopportare di essere associati con  gli atteggiamenti e le azioni del governo russo su questo e altri temi” 

fonte: the journalist

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