Il bambino tartaruga perde il suo guscio

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Grazie ad un chirurgo inglese, il bambino tartaruga potrà vivere una vita normale. Il suo desiderio è poter aiutare chi è nato con la sua stessa malformazione.

Lo additavano come imparentato col diavolo. Accusavano i suoi genitori di averlo concepito durante un’eclissi. Lo avevano maledetto ed impedito di ricevere il battesimo, di frequentare la scuola, insomma, Didier Montalvo doveva rassegnarsi a vivere una vita da “diverso”.

Il “bambino tartaruga”, così lo chiamavano. Invece, Didier è solo un bambino di 8 anni, colombiano, nato con un grande guscio sulla schiena, un guscio, proprio come quello delle tartarughe.

La causa della sua “diversità” è una malattia rara, Nevo Melanocitico Congenito, colpisce 1 bambino su 20.000, è una  malformazione cutanea presente fin dalla nascita.  È una sorta di grande neo dovuto ad  un “errore” di differenziazione tissutale che avviene durante lo  sviluppo embrionale, cioè in quel periodo della gestazione che va dal concepimento ai tre mesi di vita fetale.  Le cause che determinano questo “errore” durante lo sviluppo embrionale sono a tutt’oggi sconosciute.

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Le condizioni economiche della famiglia del piccolo bambino tartaruga non consentivano cure ed interventi chirurgici, ma il dottor Neil Bulstrode, chirurgo inglese interessato al suo caso,  è volato fino a Bogotà per operarlo gratuitamente.

Grazie all’interessamento di questo chirurgo il piccolo potrà vivere e crescere come tutti gli altri bambini.

Didier, durante un’intervista a ITV, afferma “Prima dell’intervento mi era difficile giocare o fare qualsiasi attività a causa del peso di questo guscio”.

Oggi, invece, Didier esorta chi è nella sua stessa situazione a non vergognarsi e a non perdersi di coraggio neanche di fronte alle ingiustizie subite a causa degli altri.

Il desiderio di Didier è recarsi in Gran Bretagna per poter parlare e rassicurare altri bambini nati con la sua stessa malformazione.

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Carmen Giordano

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A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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