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Canile di Porta Portese al collasso. Le Istituzioni capitoline dove sono?

scritto il 29 Mag 2014 da in Notizie24-flasharticolo letto 1.269volte

canili

Malgrado l’impegno preso qualche mese fa da parte delle Istituzioni preposte, l’Ufficio Diritti Animali di Roma Capitale non è più tornato ad aprire le porte , così canili e gattili della città sono quasi al collasso.

Mancano medicinali,gli animali muoiono troppo frequentemente senza alcun interesse da parte delle Autorità, le cure mediche di base sono garantite ormai, il più delle volte, grazie al sostegno economico delle decine di volontari, che ogni giorno prestano la propria opera di aiuto all’interno delle strutture comunali, per tentare di offrire condizioni di vita migliori ai piccoli amici a quattro zampe, in attesa di adozione.

Ed è proprio tale situazione, che presenta caratteri a dir poco drammatici, ad aver spinto i volontari del Canile di Porta Portese (AVCPP), una struttura in cui giungono circa 2600 cani ogni anno, a scrivere una lettera al Sindaco della città, Ignazio Marino, all’interno della quale ricordano che: “Ogni giorno cani e gatti rimangono privi delle cure di base. Ogni giorno le richieste dei volontari rimangono inascoltate. Ogni giorno cani e gatti vengono ricoverati a spese dell’Associazione Volontari del Canile Porta Portese. Ogni giorno cani e gatti muoiono nell’indifferenza dei dirigenti preposti, di Roma Capitale e della Regione Lazio. Con il cuore, l’associazione vi chiede di intervenire”.

Anche l’ASL RmD da tempo è a conoscenza della grave condizione ,che quotidianamente sono costrette a vivere le strutture del proprio territorio di competenza, ma anche da questo fronte al momento non arrivano risposte. Ecco perchè gli stessi volontari, sempre tramite missiva, si sono rivolti anche al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale, Vincenzo Panella, per chiedere la conversione del canile della Muratella in un vero e proprio ospedale veterinario, che possa dare risposta ai bisogni dell’intera popolazione romana.

Una popolazione che ogni giorno mostra sostegno ai volontari impegnati in prima fila, attraverso donazioni, stalli, diffusione di appelli in rete, ma che non può e, soprattutto, non è chiamata a sopperire ad un vuoto istituzionale. Soprattutto in questo delicato periodo dell’anno, quando, si sa, purtroppo il numero degli abbandoni aumenta a ridosso delle vacanze, Roma ha bisogno di risposte e velocemente, per non contare altre vittime, già eccessivamente numerose per un Paese cosiddetto “civile”.

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Sabrina Rosa

Sabrina Rosa

Sono una counselor e una mediatrice familiare, da sempre impegnata nel Terzo Settore. Amo il rispetto per la vita in ogni sua manifestazione, dal più piccolo battito di ali alla maestosità di un tuffo di un'orca nell'oceano.

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