Caserta: ritrovato un macaco abbandonato in strada all’interno di una gabbia

macaco

Mentre a Modena sfila il corteo per salvare 15 macachi dallo stabulario dell’Università cittadina, in provincia di Caserta, invece, i macachi si abbandonano in strada.

E’ successo a Pignataro Maggiore, un piccolo centro in provincia di Caserta, qualche giorno fa. Davanti ad una struttura adibita al salvataggio e al ricovero di animali randagi, gli operatori, che lavorano all’interno di quest’ultima, hanno trovato una gabbia contenente, con loro grande sorpresa, un esemplare di macaco, appartenente alla famiglia dei macaci fascicularis.

Si tratta di una famiglia di scimmie particolarmente diffusa in Asia, molto meno da noi, chiamata anche “scimmia di Giava“, che fa parte, ovviamente, delle specie protette e non accoglibili in casa.

I responsabili del centro di accoglienza, dopo aver constatato le buone condizioni di salute dell’animale, spaventato per la brutta avventura vissuta, hanno, quindi, immediatamente allertato il Corpo Forestale del Comando Regionale della Campania, che ha posto sotto sequestro il macaco e avviato una procedura contro ignoti per maltrattamento e detenzione di animali pericolosi alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

gabbia

Anche i macachi rientrano, infatti, nell’elenco delle specie animali tutelate e regolamentate dal CITES, ossia dalla Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione. 

Il macaco fascicularis è un primate, che ha una tipica pelliccia grigio rossiccia sul ventre e sulla parte anteriore del corpo, che diventa, poi, tendente al rosso mattone sul dorso. E’ lungo circa 50 centimetri (ma può arrivare fino a 65) e la sua coda ha la stessa lunghezza del corpo. I maschi sono molto più grandi delle femmine e tale dimorfismo sessuale li rende facilmente identificabili l’uno dall’altra.

Malgrado i lunghi denti canini, che gli conferiscono un aspetto abbastanza minaccioso, il macaco si nutre prevalentemente di vegetali, anche se, all’occasione, non disdegna anche uova di uccelli, crostacei e molluschi, quando vive in ambienti in cui può trovarne.  

Probabilmente il macaco a noi tutti più noto è quello appartenente alla famiglia del macaco rhesus, studiato per la composizione del suo sangue e, grazie al quale, sono stati scoperti gli antigeni dei gruppi sanguigni umani, chiamati, poi, proprio in onore di questi primati, fattori Rh positivo o negativo, a seconda delle presenza o assenza di una particolare proteina sulla membrana dei globuli rossi.

Abbandonare un macaco è quindi abbastanza insolita come situazione, anche se episodi del genere non sono di certo una novità per la provincia di Caserta. Infatti, lo scorso 7 marzo ad Orta di Atella, i carabinieri hanno trovato, detenuto all’interno di una cantina di un’abitazione privata, un esemplare di macaca sylvanus, più noto come “bertuccia” , altro animale protetto proprio perché in via di estinzione.

 

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