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City of god Chi regna nella città di Dio?

scritto il 10 Ago 2013 da in Cinemaarticolo letto 852volte

Chi regna nella città di Dio?

Uomini, uomini terrificanti e più che un paradiso in questo film vedremo come è fatto l’inferno.City of God, città di Dio, è un film brasiliano del 2002 diretto da Fernando Meirelles.

Il film  stato tratto dal libro semi autobiografico dello scrittore brasiliano Paulo Lins.

Siamo a Rio de Janeiro la favola di Cidade de Deus è la casa delle avventure di Buscapé e Dadinho. Entrambi piccolissimi, entrambi con un sogno nel cassetto.

Uno da grande vorrebbe essere un fotografo e l’altro il più grande criminale della città di Dio. In una città come quella è molto più facile diventare un grande criminale che un famoso fotografo infatti con molta facilità Dadinho diventa rapidamente padrone del quartiere e del narcotraffico con lo pseudonimo di Zé Pequeno. La morte del suo braccio destro, del suo unico amico, Bené  scatenerà una guerra tra bande che coinvolgerà tutta la città.

Testimone di questi fatti Buscapé che con la sua macchina fotografica riprenderà da vicino ogni fatto e ogni crudeltà.

Il film termina( non vi sto dicendo il vero finale) con un gruppo di bambini che parla di omicidi e punizioni da infliggere, mentre camminano lungo la strada di una favela, impugnando ognuno un’arma, nel disinteresse generale dei passanti.

Ed è proprio questo l’inquietante di questo film: gli omicidi sono normali perchè chi  è intorno non reagisce, non parla ma anzi nasconde e protegge. Per paura? Per solidarietà? Non si capisce, nessuno sa il perché. Tutto succede perchè è così che deve andare e da semplice cittadino o bambino ti trasformi in un assassino senza neanche accorgertene.

Anche se pieno di omicidi,il film, non è da considerarsi troppo violento perchè il regista pone molta più attenzione ai rapporti tra i personaggi e alle loro relazioni che fanno scaturire gli eventi successivi.

Un film non da tutte le sere ma entusiasmante!

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T.W.P. “Devo conoscere la tua anima per dipingere i tuoi occhi” Amedeo Modigliani Non sono una critica, non sono una teorica, non sono un insegnante: sono una spettatrice che scrive quello che vede.

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