Confessione di Carlo Lissi, l’omicida che ha sterminato la sua famiglia

sangue

Carlo Lissi è lo spietato omicida che ha sterminato meno di una settimana fa la sua intera famiglia, un caso gravissimo, dove vediamo un uomo freddo e calcolatore impugnare un coltello e pugnalare ripetutamente la madre dei suoi figli, per poi uccidere i suoi due bambini.

Carlo Lissi dopo aver sterminato la sua famiglia, nella villetta a Motta Visconte, attualmente è detenuto nel carcere di Pavia in isolamento, controllato a vista delle guardie carcerarie. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari Anna Maria Oddone ha convalidato il fermo ed ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il Lissi è considerato una persona socialmente pericolosa. Davanti al Gip Giovanni Benelli, la confessione agghiacciante del delitto.

Perchè hai ucciso tua moglie e i tuoi figli, potevi chiedere il divorzio?

Eh… si potevo chiedere il divorzio…. ma poi i figli restano…..

Questa è una delle tante dichiarazioni che Carlo Lissi ha lasciato agli inquirenti, dopo l’interrogatorio. L’uomo di ghiaccio, nel compiere un omicidio efferato, non ha avuto pietà neanche per i suoi stessi figli.

Invaghito di una collega, ma non corrisposto, l’omicida voleva essere libero senza nessun impegno, una delle cause per le quali ha premeditato lo sterminio di tutta la sua famiglia.

Dai verbali pubblicati dalla Stampa, il racconto prende forma, di quella sera che doveva essere una delle tante trascorse da una famiglia normale, mentre si è trasformata in un vero film horror.

La ricostruzione di quei tragici momenti

Erano le undici di sera, Carlo e la moglie Maria Cristina, avevano appena messo a dormire i loro due bambini. Dopo un rapporto sessuale, lei si distende sul divano, lui si alza e va verso la cucina, torna alle spalle della donna e la pugnala tra la gola e la spalla, lei si gira di colpo, verso sinistra, lo guarda con gli occhi spalancati, non riesce a capire, lui incalza e la colpisce di nuovo…

“Carlo che stai facendo… perché.. perchè….. aiuto?”

 

Lui non risponde, la scaraventa per terra, lei cerca di difendersi, afferra con la sua mano il coltello, ma Lissi la colpisce ripetutamente con altre 4 coltellate all’addome e alla schiena.  Maria Cristina è riversa per terra in una pozza di sangue ormai esanime.

L’omicida sale le scale, va verso la camera della sua bambina Giulia di soli 5 anni, la piccola dormiva pancia in sù, non si era svegliata dalle urla, va verso di lei, le tiene il collo con una mano e con l’altra le affonda il coltello nella gola. La bambina si gira di lato senza pronunciare nessun rumore e muore.

Si dirige verso la camera, dove dorme il piccolo Gabriele di soli 20 mesi,  l’uomo lo uccide conficcandogli il coltello nella gola.

Durante l’efferato delitto il Lissi è ancora in slip, inscena una rapina: apre la cassaforte, i cassetti, e fa cadere diversi oggetti per terra. Corre verso la cantina, si ripulisce del sangue che ha addosso, ritorna in casa e indossa gli abiti.

Esce di casa perchè ha un appuntamento con un amico per vedere la partita dell’Italia, nel tragitto si sbarazza dell’arma, buttandola in un tombino. Il Lissi era calmo, sorrideva e parlava di calcio con tutti, ha persino esultato durante i gol.

Ed ora voglio svestire i panni di chi fa cronaca giornalistica, e vestire quelli di una persona che davanti a tali delitti si pone alcune interrogativi e fa alcune riflessioni. Uccidere, togliere la vita, decidere se puoi continuare a respirare oppure no è una scelta che nessuno può compiere.

Pensare che un uomo invece di proteggere i propri figli, li possa uccidere a sangue freddo mi fa riflettere, su come la mente umana possa vacillare.

Ma perchè dovrei condonare un assassino che per futili motivi, ha sterminato la sua famiglia?

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Lorita Russo
Sono l' Amministratrice e Responsabile Marketing di Quotidianpost, editor, articolista e reviewer. Gestisco un mio blog di cucina Facili Idee. Sono proprietaria di un canale youtube e di un gruppo di cucina di 58.000 follower.
  • liliblanch

    nelle città e nei paesi in Italia manca un ” giudice di pace ” preso i comuni o altre struttere e/o instituzioni dello stato , sapesse quanti delitti si eviterebbero tra parenti , vicini e/o concittadini ? In alcuni paesi del sudamerica esiste questa figura per risolvere , e pattare ,questo tipo di eventualità, a me mi sà che i sottosviluppati siamo noi …….