Diseguaglianza nelle scuole di Pomezia: il dolce solo a chi può permetterselo

mensa

Diseguaglianza nelle scuole di Pomezia, la decisione di creare durante l’orario di mensa due pasti diversi, uno low cost, l’altro completo del dessert. Chi potrà permettersi quello completo avrà il dolce, mentre per i bambini che non potranno permetterselo dovranno solo guardare il piatto, del vicino compagno di banco.

Il presidente della Regione Nicola Zingaretti presentando il bando ”un taglio alla povertà”’, appellandosi all’articolo 3 della costituzione dice : “Faccio un appello contro quell’ ignobile scelta del Comune di Pomezia, che nega il dolce ai bambini più poveri. E’ una vergogna: il bambino con il papà che può permettersi una certa retta avrà il pasto completo con il dolce, l’altro avrà il vassoio senza il dolce. Ma io mi domando: dove andremo a finire…?”

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L’articolo 3 della Costituzione Italiana recita:

”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

A partire dal prossimo anno, negli asili e scuole elementari di Pomezia comune laziale alle porte di Roma, con a capo il sindaco del Movimento 5 Stelle Fabio Fucci, compariranno due menù: uno meno costoso (4 euro) ed uno più costoso (4,40 euro). In totale, saranno 460 mila i pasti forniti ogni anno dal Comune, metà dei quali a un prezzo superiore. 

Insorgono le polemiche, così la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, ed il collega senatore del Pd, Raffaele Ranucci, dichiarano che la “scelta è inaccettabile”.

Continuano illustrando che “Una cultura discriminatoria quella portata avanti dal Movimento 5 stelle che, nascondendosi dietro al cosiddetto governo partecipato, arriva al punto di far subire a dei bambini nell’età più delicata l’esperienza più terribile, la diseguaglianza sociale. Una decisione incredibile per un partito che in questi giorni si candida a rappresentare i cittadini in Europa e che rivela la sua vera indole, quella di un movimento che vuole minare alle fondamenta la convivenza civile e democratica del paese”

Anche Sinistra Ecologia Libertà ritiene tale decisione discriminatoria e intollerante verso le famiglie dei bambini, e i piccoli costretti a subire un tale disagio psicologico.

Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini risponde: “Non conosco bene il caso, ma io sono per l’autonomia scolastica e non mi sembra una situazione di discriminazione”.

Il Sindaco ribatte alle accuse parlando di falsità e spiega:

“La scorsa estate, alcuni rappresentanti dei genitori ci hanno chiesto un menu più corposo e uno più leggero, volevano spendere di meno. A me è sembrata una grande discriminazione: vogliamo che tutti abbiano gli stessi piatti”.

Ancor più disagevole sarà il metodo con il quale si distribuirà il dolce ai bambini che avranno scelto il menù completo, ebbene durante il pomeriggio sarà distribuito il dessert… e per gli altri bambini?

Il sindaco risponde:Gli altri bambini si porteranno la merenda da casa. Dov’è la discriminazione?”.

I bambini in tenera età non dovrebbero essere sottoposti a diseguaglianza scolastica, vuol intendersi un fenomeno di discriminazione in ambito dell’istruzione che si manifesta in differenti forme, tra cui quella del livello di reddito della famiglia.

Ora chiedo un vostro pensiero…. cosa ne pensate?

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Lorita Russo
Sono l' Amministratrice e Responsabile Marketing di Quotidianpost, editor, articolista e reviewer. Gestisco un mio blog di cucina Facili Idee. Sono proprietaria di un canale youtube e di un gruppo di cucina di 58.000 follower.
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  • Roberta

    Ho letto giusto ieri tutto e non mi sembra affatto una “discriminazione”, ma una semplice scelta decisa sulla base delle esigenze di genitori che (anche per questioni di alimentazione più sana) non volevano dolcetti e magari preferivano far portare la merenda da casa ai propri figli. Mi sembra solo una inutile strumentalizzazione targata PD & Company in vista delle europee.

  • Ma non si parla di far portare la merenda da casa, ma di distribuire un pasto con dolce ed un altro senza. Le modalità le trovo inverosimili, dare il dolce di pomeriggio e agli altri bambini?
    I pasti non prevedevano il dolce, quello è stato aggiunto. Che poi la notizia sia stata anche strumentalizzata per le prossime elezioni, beh potrei darti anche ragione. A parer mio i bambini crescendo notano parecchio le differenze, un esempio anche uno zainetto firmato. Quindi far notare questa differenza la trovo assurda. Io opterei per un solo menù, e per chi vuole il dolce, con l’obesità che vige nei paesi industrializzati, lo eviterei totalmente. 🙂