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Fecondazione eterologa: accessibile a metà giugno?

scritto il 04 Giu 2014 da in Salute e Bellezzaarticolo letto 926volte

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Passati quasi due mesi dalla bocciatura del divieto di fecondazione eterologa contenuto nella legge 40 del 2004 (art 4), la sentenza verrà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma la SIGO Società Italiana Ostetricia e Ginecologia, ancora sollecita l’emanazione da parte dei ministero della Salute di linee guida per poter rendere effettiva la caduta del divieto di fecondazione eterologa. La stessa SIGO ha messo a disposizione del governo la propria collaborazione per poter stilare delle norme che tutelino le coppie e stabiliscano le procedure, occorre, infatti, stabilire se il concepito ha diritto di sapere le generalità del donatore, se lo stesso deve restare anonimo, le modalità con le quali effettuare la donazione e tanti altri punti importanti .
La legge 40 del 2004 è il punto di riferimento normativo per tutte le coppie che vogliono accedere a fecondazione assistita in Italia, essa conteneva innumerevoli divieti gli stessi sono però con il tempo caduti grazie all’intervento di vari tribunali e soprattutto della Corte Costituzionale che ha sancito l’incostituzionalità di tanti punti, l’ultimo a cadere è stato il divieto di fecondazione eterologa, di cosa si tratta?
In base alla vecchia formula della legge 40 del 2004, le coppie che non riuscivano a concepire potevano accedere a fecondazione assistita, la stessa doveva però essere omologa, ovvero ovuli e spermatozoi dovevano essere prelevati all’interno della coppia di coniugi o conviventi e non si poteva dar luogo a fecondazione se uno dei due fosse stato colpito da sterilità.
Si poteva procedere a fecondazione solo prelevando spermatozoi e ovuli all’interno della coppia. Il presupposto di tale rigidità, secondo il governo che emanò tale norma, era la salvaguardia del diritto del nascituro a conoscere le sue origini biologiche e mantenere una certa uguaglianza tra i coniugi/conviventi all’interno della coppia. Fin da subito numerose sono state le critiche a tale divieto che fu anche posto alla base di un referendum la cui affluenza fu però bassa anche per le pressioni della Chiesa.sperma
Dopo la caduta del divieto di fecondazione eterologa, migliaia sono state le coppie che si sono rivolte ai centri di fecondazione per poter accedere a tale pratica, a dimostrazione che si tratta di un problema molto sentito, ma i centri sono con le mani legate perché non hanno linee guida a cui poter fare riferimento per procedere, questo significa che di fatto il diritto di accedere alla fecondazione eterologa ancora non esiste, con grave pregiudizio per lo Stato di diritto che dovrebbe assicurare a tutti di poter godere dei diritti riconosciuti e sanciti nel nostro ordinamento.
TRAVAGLIATO PERCORSO DELLE LINEE GUIDA
I tempi non si prevedono brevi perché la titolare del Ministero della Salute, Beatrice Lorenzin, è un’esponente del partito NCD (Nuovo Centro Destra), facente parte della maggioranza di governo e di destra. Può sembrare un dettaglio, ma la stessa legge 40 del 2004 è uscita da un governo di destra che ha sempre difeso strenuamente la legge 40 del 2004 con tutti i suoi limiti. La stessa Lorenzin ha fatto sapere che non ritiene di dover risolvere la faccenda con semplici linee guida, ovvero con un atto di alta amministrazione che potrebbe da sola adottare. Ritiene, invece, di dover coinvolgere il Parlamento, sappiamo bene che lo stesso è spesso luogo di compromesso tra istanze di partiti che spesso nulla hanno a che fare con i diritti delle persone.
I tempi del Parlamento sono comunque solitamente lunghi e ad oggi non risulta calendarizzato un disegno di legge sulla fecondazione eterologa anche se a meta maggio NCD aveva affermato che stava preparando un ddl. In attesa i centri di fecondazione assistita non possono procedere se non in base ad una sentenza esecutiva portata da ogni singola coppia. La strada quindi è ancora lunga, ovvero ogni coppia dovrebbe intraprendere un azione legale per vedersi riconosciuto in sentenza il diritto di accedere alla fecondazione eterologa (strada insidiosa perché il giudice dovrebbe anche indicare le linee guida con cui procedere), un sistema economicamente dispendioso e lungo a cui si può ovviare recandosi all’estero, come molte coppie fino ad ora hanno fatto, anche questa strada è economicamente impegnativa. Questo si traduce nel solito problema, nella solita divisione sociale tra ricchi che possono in qualche modo veder riconosciute istanze e diritti e tutti gli altri che, invece, vedono negati i loro diritti, come se il diritto dovesse poi tutelare coloro che sono forti (economicamente forti) e non invece in via prioritaria i deboli che hanno sempre maggiori difficoltà ad accedere allo Stato di diritto.
NOVITA’ E DICHIARAZIONI
Qualche novità arriva da due associazioni: Hera Onlus di Catania e SOS Infertilità Onlus di Milano che partendo da normative di altri Paesi, hanno stilato una serie di regole e linee guida per l’accesso alla fecondazione assistita e affermano di poter partire da metà giugno a fornire il servizio. Le linee guida saranno presentate il 5 giugno e prevedono che possano accedere alla fecondazione eterologa le coppie con problemi di sterilità, quelle in cui la donna abbia una menopausa precoce, coppie che per motivi genetici non possono concepire bambini sani, coppie in cui uno dei due abbia problemi di fertilità legati a patologie oncologiche. Previsto anche che il donatore resti anonimo (fonte: Quotidiano Sanità).
Il fatto che queste due associazioni si dicano pronte ad effettuare la fecondazione eterologa in applicazione della sentenza della Consulta, non implica automaticamente che lo stesso sia possibile dal punto di vista legale, in quanto queste norme sono autoprodotte e dal governo arriva chiara la decisione di procedere attraverso una legge.

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Nadia Pascale

Nadia Pascale

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  • Nadia

    ecco il commento di Eugenia Roccella, sulla possibilità di dar luogo a fecondazione eterologa già a giugno:”Con la sentenza della Corte sulla fecondazione eterologa si e’ aperto un vuoto normativo, anche da un punto di vista tecnico, che non potra’ non portare la questione in Parlamento, qualunque siano le motivazioni della sentenza.” rilasciata il 3 giugno 2014

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