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Film: Welcome to New York, ovvero, il potere di perdere sè stessi

scritto il 21 Mag 2014 da in Cinemaarticolo letto 1.082volte

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Presentato fuori gara al festival del cinema di Cannes 2014 Welcome to New York, l’ultimo film del regista Abel Ferrara, celebra lo spietato connubio sesso-potere con un Gerard Depardieu straordinariamente ringiovanito nell’animo dal personaggio che interpreta, Devereaux, presidente del Fondo Monetario Internazionale, con il ruolo di gestire i soldi di varie nazioni, un uomo che impiega nel suo lavoro la stessa aggressività con cui si prende il sesso da donne di ogni tipo, e ovunque, senza per questo saziare mai la sua fame, con l’istinto di chi prima divora e poi vomita, in una sorta di bulimia sessuale.
Il film è ispirato alla vicenda di Dominique Strauss-Kahn e di sua moglie Anne Sinclair, e allo scandalo della violenza sessuale perpetrata dall’uomo nei riguardi di una cameriera in una stanza d’albergo, anche se il regista newyorkese sembra prenderne – se non altro, tenta – le distanze: e tutta la storia sembra incentrarsi sulla volontà inconsapevole di redimersi da parte del protagonista, volontà inconsapevole perchè in realtà indesiderata.
Sullo sfondo e accanto sta la moglie (Jacqueline Bisset), vittima e complice, che segue l’uomo nel suo progressivo, graduale, inesorabile, disfacimento.
Fuori gara a Cannes, da un lato applaudito, dall’altro bistrattato, il film sarà presente solo in streaming, in segno di una coraggiosissima scelta di Ferrara.
Il film è crudele, ma anche divertente, con un Depardieu feroce divoratore di corpi, incredula vittima di sè, e con l’anima in disuso.

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Ilaria Grasso

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