Finale Ligure, sedicenne denuncia violenza sessuale subìta a scuola

Istituto Alberghiero “Migliorini” di Finale Ligure. Quattro ragazzini, tutti di età compresa tra i 15 ed i 16 anni, avrebbero costretto una compagna di classe ad avere rapporti orali durante l’intervallo. Stando a quanto riferito dalla ragazza ai carabinieri, uno di loro avrebbe portato la ragazza sotto braccio all’interno dello spogliatoio e qui l’avrebbe costretta ad avere un rapporto orale. Alle loro spalle gli altri, sopraggiunti dopo pochi minuti, pare aspettassero il loro turno. Fortunatamente la prontezza di un’insegnante, accorsa udendo strani schiamazzi all’interno dei bagni della palestra, avrebbe evitato una tortura ancora peggiore per la giovane malcapitata. Immediata è stata la denuncia dei genitori alle forze dell’ordine che sono andati a prelevare tutti gli accusati presso le loro abitazioni di Loano, Pietra Ligure e Finale Ligure per poi condurli nelle Comunità di recupero di Genova così come stabilito dalla Procura ed il Tribunale dei Minori. I quattro, infatti, sono stati arrestati con l’ accusa di violenza di gruppo.

I ragazzi però negano tutto. A loro dire non c’è stata alcuna violenza. Gli avvocati presenteranno istanza di revoca dei provvedimenti la prossima settimana. Sulla stessa lunghezza d’onda il Dirigente Scolastico, Luca Barberis, che dichiara: “a scuola non si sono verificati reati di alcun genere e quando la professoressa è entrata nei bagni, la situazione non si presentava grave così come è stata rappresentata”. Ed infine anche i compagni di scuola dei quattro denunciati spiegano che sono “bravi ragazzi e non farebbero mai nulla di simile. La ragazza si è inventata tutto ed ha mentito ai carabinieri”.

Per la prossima settimana sono attese le versioni dei quattro ragazzi  che saranno interrogati dal Pm della Procura dei Minori di Genova.  Saranno ascoltati singolarmente con l’ausilio, oltre che degli avvocati, anche di uno psicologo. Mentre invece sono stati già ascoltati la ragazza ed il professore che aveva la responsabilità della classe nel momento in cui sarebbe avvenuta la violenza. Il quadro della situazione appare chiaro ai magistrati che non hanno ritenuto di dover sentire nuovamente la ragazza. Quest’ultima, infatti, nella denuncia presentata ai carabinieri il 31 gennaio scorso, ha fornito elementi sufficienti per stabilire la sua versione dei fatti.