Gaudì è l’anima artistica di Barcellona

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casa gaudì - barcellona

Una città, un artista. Barcellona e Gaudì. È il binomio indissolubile legittimato dalle migliaia di turisti che annualmente si recano a Barcellona per visitare le singolari e originali opere di Gaudì. La produzione artistica del famoso architetto difficilmente si presta a un’aggettivazione semplicistica o a catalogazioni di sorta, poiché lui stesso rifuggiva dalle definizioni, dalle formule, dalle imposizioni. Non accettava le classificazioni dettate dalla geometria analitica che, a suo giudizio, riduceva le forme geometriche in formule algebriche a discapito dell’architettura. È bene ricordare un tratto singolare della personalità di Guadì, non opportunamente valorizzato nella sua essenza artistica. Gaudì è stato un artista mosso da una forte componente di spiritualità, la quale ha condizionato le sue scelte artistiche, influenzando in maniera determinante la sua vita. L’architetto e artista spagnolo era un convinto ecologista che credeva fortemente all’ambiente. Quando creava i suoi edifici amava riciclare le ceramiche rotte, le terracotte, i giocattoli per bambini, i vecchi aghi, le strisce metalliche per imballare le stoffe di cotone, le molle dei materassi e i rivestimenti bruciati di forni industriali. Sebbene l’ambiente non fosse ancora un grande e serio allarme a quei tempi, faceva ugualmente breccia sulla sensibilità di Gaudì, cambiando e adattando opportunamente le sue scelte durante la realizzazione di un’opera artistica. Negli ultimi quindici anni della sua vita Guadì era diventato un vero e proprio abitudinario: messa, preghiere mattutine, l’Angelus e la passeggiata serale per la confessione. Amava nutrire costantemente la sua parte spirituale. I meccanismi interni del suo spirito si sono persi nel silenzio del confessionale. Dopo anni di pressioni, l’Asociaciò per beatificaciò d’Antoni Gaudì si sta avvicinando al suo obiettivo. Nell’estate del 1998 l’arcivescovo di Barcellona, Ricard Marìa Carles, ha dato il via libera al processo dichiarando Gaudì santo patrono della sua professione. Il Vaticano deve ancora ratificare questa posizione. Gaudì fu un artista e un architetto che creò un insieme di opere mistiche uguagliato soltanto dal monumentale Cantico spirituale di san Giovanni della Croce.

Come scrisse Ruskin del Beato Angelico, Gaudì era di più di un artista perché era «un santo ispirato». gaudì - barcellonaDietro questo pensiero si celava un talento artistico fuori dalle righe, eclettico, innovativo, spesso non compreso dai suoi colleghi ma oggi riconosciuto e apprezzato da tutto il mondo. Il risultato è evidente. La Pedrera e la Casa Batlò di Gaudì sono opere nate da una immaginazione senza limiti, la quale trasforma in movimento edifici costruiti su stabili fondamenta. Fanno girare la testa le linee curve di entrambi i palazzi che evocano un improbabile moto ondoso di pietra, oppure i colori che vestono forme simili a broccati e gemme preziose della facciata di Casa Batlò. Sprigionano, semplicemente, quella vitalità, quell’allegria e quell’originalità tipica di Barcellona, la magnifica città che le custodisce nel proprio seno come una madre. Ma per scoprire l’anima vera di Gaudì, la sua inclinazione mistica e il suo forte credo, è bene visitare la Sagrada Famìlia, considerata uno dei simboli di Barcellona, alla quale Gaudì ha dedicato l’ultima parte della sua vita e dove ha voluto esprimere tutta la sua arte.
Come una seconda cattedrale, domina la città con la sua mole di dimensioni inusuali, concepita su una pianta a croce latina, con cinque navate, tre facciate, un’abside e una crociera, le sue torri stilizzate, coronate da pinnacoli di ceramica. Ci si sente smarriti a guardarla e, al contempo, protetti perché consapevoli di essere di fronte a uno dei templi più imponenti della spiritualità cattolica.
Ma senza dubbio l’immaginazione creativa di Gaudì esplode nel Parco Guell, una città giardino che si estende su una superficie di una ventina di ettari dove il geniale architetto, oltre a progettare due originali abitazioni destinate ai guardiani della proprietà, si è dilettato a far costruire la monumentale scalinata che dà accesso al parco, presieduta da un lucertolone di ceramica. Alla cima della scalinata c’è la sorpresa con la grande piazza circondata dalle panchine ondulanti ricoperte di resti di piastrelle, vasellame e bottiglie che compongono un mosaico interminabile dinamico e vivace, da cui si può ammirare tutta la città di Barcellona. Un consiglio per i visitatori: abbandonatevi tra le braccia di questo grande serpente di pietra perché il caldo sole della Spagna vi bacerà e, se sarete fortunati, un violinista favorirà il vostro relax regalandovi una suadente melodia.

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