I quattro quesiti referendum Stop Austerità

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Stop Austerità. Riprendiamoci la crescita, Riprendiamoci l’Europa, questo è lo slogan che accompagna la campagna di raccolte firme dei quattro quesiti  referendum volti ad abrogare la legge 243 del 2012 attuativa della riforma della Costituzione, contenuta nella legge 1 del 2012, che inserisce nell’articolo 81 della Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio.

Nel precedente articolo ho enucleato i principi di fondo di questa raccolta firme, si passa ora a delineare il contenuto dei quattro quesiti. E’ bene premettere che l’obbligo di pareggio di bilancio in realtà non è contenuto nel Fiscal Compact previsto dall’Unione Europea, ma è addirittura una misura più pesante, proprio per questo il comitato Stop Austerità cerca di raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme necessarie per poter dar luogo alla consultazione sui quattro quesiti del referendum,  nonostante nessuna forza politica di peso abbia aderito.

Ecco i quattro quesiti referendum

– Con il primo dei quattro quesiti referendum  si tenta di abrogare la norma che prevede la possibilità per Parlamento e Governo di stabilire obiettivi di bilancio più onerosi rispetto a quelli previsti dall’Unione Europea (art 3 commi 3; 5);
– con il secondo quesito è previsto il reinserimento di un margine di flessibilità per l’obiettivo a medio termine dell’Unione Europea (articolo 3 comma 2). L’obiettivo a medio termine consiste nel livello di indebitamento netto strumentale concordato in sede europea. Lo stesso può divergere, ma deve restare prossimo al pareggio di bilancio;
– di vitale importanza il terzo quesito in quanto consente una ripresa della crescita, lo stesso quesito tende ad abolire la limitazione al ricorso all’indebitamento (articolo 4 comma 4);
– infine, il quarto quesito prevede l’abolizione del meccanismo di correzione  automatico in quanto richiesto dal diritto internazionale. In poche parole se questo quesito fosse approvato, si vincolerebbe l’Italia ad attuare meccanismi di correzione automatici (aumento tasse/riduzione di servizi in caso di discostamento significativo dall’obiettivo di bilancio) solo in quanto previsti dall’Unione Europea (articolo 8 comma 1) e non anche nel rispetto del diritto internazionale.
La campagna di raccolta firme sui quattro quesiti referendum è stata lanciata nel mese di giugno e la raccolta firme avrà luogo dal 3 luglio fino al 30 settembre con il supporto, tra gli altri, di CGIL e SEL.

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