La concordia è in asse. l’Italia plaude, ma si dimentica che essa sta ancora affondando . A nessuno interesso rimettere in asse questo paese?

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Tutti ricorderanno il terribile naufragio di cui fu vittima la nave Costa Concordia nel 2012, alle 21.42 di venerdì 13 gennaio, dove persero la vita 30 persone (26 civili e 4 membri dell’equipaggio) e che da allora si trova al largo delle coste dell’isola del Giglio.

Ieri alle ore 9, con tre ore di ritardo rispetto a quanto previsto dal piano di recupero, è iniziata l’operazione parbuckling. La Concordia è stata imbragata con 36 cavi d’acciaio, poi stamattina alle ore 4, nel porto dell’isola del Giglio sono risuonate le sirene: la nave è stata raddrizzata, un intervento maestoso e unico nella storia, un evento che ha il merito dell’ingegneria italiana. Ora la nave si trova in asse, appoggiata a un fondale costruito ad hoc. Bisognerà attendere qualche mese – almeno fino alla prossima primavera, secondo Nick Sloane, capo dei lavori – per portare la nave via dalle acque del Giglio.

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Il premier Letta si è congratulato con tutti e il responsabile della protezione civile, Gabrielli, che ha seguito i lavori fin dalla mattina di lunedì scorso, ha parlato in conferenza stampa: “Siamo molto soddisfatti, perché le sfide si sono realizzate con precisione e correttezza”.

Poi dopo aver parlato dello stato della nave (la fiancata è in pessime condizioni, ma non insormontabili), Gabrielli ha spiegato che fra qualche giorno si proverà a cercare i due corpi dispersi e non ancora ritrovati dopo l’incidente della nave Concordia. “E’ stato richiesto anche il Dna dei ricci, per vedere se ci sono state mutazioni genetiche”, ha spiegato Gabrielli, per sottolineare l’attenzione che il parbuckling ha avuto per quanto riguarda la sicurezza ambientale. Un ulteriore passo sarà poi quello di recuperare le casseforti presenti all’interno della nave, le quali saranno recuperate da personale incaricato direttamente dalle autorità giudiziarie, le quali provvederanno poi a restituire eventuali oggetti ai legittimi proprietari.

Ieri il ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando, intervenuto a un incontro all’interno dell’Università Bocconi di Milano, ha affermato che ci sono tutte le condizioni per avviare una richiesta di risarcimento alla Costa Crociere in merito ai danni ambientali causati all’Isola del Giglio.

Un’Italia che plaude questa grande opera ingegneristica, ma che rimane ancora sott’acqua, che affonda sempre più, nell’instabilità politica, economica, a una sensazione di abbandono che interessa ormai tutto lo stivale. Non ci sono trentasei cavi di acciaio che tentano di raddrizzare il nostro paese, non c’è nulla che impedisca all’Italia di affondare lentamente. Abbiamo bisogno di un fondale rigido, appositamente costruito per rimetterci in asse. Chissà se a qualcuno verrà in mente…

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