La Grande Bellezza contro Gomorra: perchè uno piace all’estero e uno piace agli italiani

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Gomorra, 2008. Film diretto da Matteo Garrone, basato sull’omonimo best seller di Roberto Saviano, intreccia quattro vicende della scena campana, tra mafia, spaccio e varie attività illegali. Crudo nella sua violenza, sicuramente non edulcorato e patinato. Alcuni attori non sono professionisti e la maggior parte dei dialoghi è in dialetto, sottotitolata.

Film che, come il libro, ha investito con un’ondata di sdegno l’Italia, l’ha toccata e gli italiani ne hanno fatto un cult. Finalmente qualcuno che racconta nella sua interezza un argomento così delicato, che ha coraggio, che l’affronta.

La Grande Bellezza, 2013. Film diretto e sceneggiato da Paolo Sorrentino, ha come protagonista un talentuoso Toni Servillo. Storia di un giornalista di costume e critico teatrale che si ritrova a ripensare alla sua vita romana, tra feste scandalose e siparietti di potere, per diventare il re della mondanità nei salotti della capitale. Una vita piena di tutto e piena di nulla, che lo lascia con un pugno di mosche e un nuovo, triste romanzo da scrivere.

Un film che non è piaciuto all’italiano pubblico, che l’ha bollato come noioso e finto. Non è vero, in Italia non ci sono queste cose, e allora?!

Gomorra non è stato candidato all’Oscar. La Grande Bellezza l’ha appena vinto come miglior film straniero, soffiandolo ad un politico israeliano.

Perchè? Del resto Gomorra rappresenta in pieno l’Italia, Sorrentino non ha detto nulla di nuovo.

Ecco. Non ha detto nulla di nuovo.Toni-Servillo-nel-film-La-grande-bellezza-3

Come mai Servillo ha fatto centro nell’immaginario degli stranieri? Per due motivi.

Per vincere un Oscar ci vuole bravura: ci vogliono un bravo regista, degli attori azzeccati e un montaggio perfetto. Stiamo combattendo alla pari di Di Caprio, non dei Fratelli Vanzina.

Un film freddo? Tecnicamente si distacca dal solito pietismo italiano che pervade la nostra cinematografia delle grandi sale. Racconta dal di fuori, non da giudizi né commenta, presenta la situazione. Questo non è un film freddo: è un film “non all’italiana”. E’ un film internazionale.

Ma ciò che il popolo italiano ha mal sopportato è la tematica.

Gomorra non può piacere all’estero perchè racconta di una mentalità che facciamo fatica a capire pure noi. Al contrario di altri film stranieri, non è girato in una maniera tale da poter introdurre lo spettatore alla comprensione delle dinamiche mafiose. Uno svedese lo guarda e dice “E quindi?”, non avendo capito il perchè di quelle azioni e della profonda malattia del Paese Italia.

E’ implicitamente autocommiserativo: ecco come stanno le cose nel nostro Stato, ecco come siamo messi, siamo delle povere vittime; perchè il mondo non ci capisce?

E’ un film nato e concepito per esser distribuito in Italia.

La Grande Bellezza piace all’estero perchè è la nostra immagine al mondo. E a noi non piace.

E’ molto semplice guardare Gomorra e piangerci addosso, perchè non sembra colpa nostra, sembriamo tutte vittime del sistema. E’ molto difficile guardare Servillo e piangerci addosso, perchè lui ci fa capire che se noi siamo così, è solo per colpa nostra.

Quello di Sorrentino è un film che descrive come ci vedono e che ci mostra le nostre avarizie, le nostre ipocrisie, i nostri sogni nel cassetto, i nostri difetti e le nostre colpevolezze. Nel film di Sorrentino non siamo le vittime di Gomorra, siamo i nostri stessi carnefici.

Per questo piace all’estero e non piace in Italia.

Ed è un gran film. Perchè una pellicola non è fatta di sola tematica, ma di regia e attori. Grazie Sorrentino.

 

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  • Matvey Schmidt

    D’accordissimo, ottima riflessione!

  • Alessandra la tua frase ”Questo non è un film freddo: è un film “non all’italiana”. E’ un film internazionale”. Dà la soluzione alle tante domande che ultimamente gli italiani si pongono, e sul fatto che molti dicono ” Non mi piace perchè ha vinto l’Oscar?”