Le infestazioni parassitarie da zecche, pulci e acari: ecco perché il nostro cane si gratta

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Con l’arrivo della stagione estiva, inesorabilmente, torna ad affacciarsi un pericolo per i nostri cani: le infestazioni parassitarie da zecche, pulci e acari.

Infatti, l’innalzamento della temperatura favorisce la schiusa delle uova e la moltiplicazione dei parassiti, che tornano così a creare danni non solo a livello epidermico, causando eritemi, pustole e diverse altre patologie cutanee, ma, spesso, anche a livello sistemico.

In realtà, ormai, con i riscaldamenti delle abitazioni e il clima impazzito, soprattutto nelle città dove i gas di scarico e l’inquinamento hanno causato un notevole aumento termico anche d’inverno, è bene non abbassare mai la guardia nei confronti di questi microrganismi, pur se l’estate rimane, comunque, la loro stagione elettiva di diffusione.

Iniziamo, allora, a conoscere più da vicino le zecche, ectoparassiti appartenenti – nel caso del cane – soprattutto alla famiglia delle Ixodidae (zecche dure) e delle Dermacentor, responsabili della trasmissione di numerose malattie.

Nella forma adulta, infatti, la zecca morde la cute del cane e vi si attacca, servendosi del proprio rostro; dopo di che la femmina inizia a gonfiarsi, diventando sempre più grande e, quindi, visibile anche ad occhio nudo, perché si nutre del sangue del suo ospite, al quale può veicolare diverse patologie, nel caso in cui sia portatrice essa stessa degli agenti eziologici responsabili della loro insorgenza.

Nello specifico i principali pericoli per il nostro amico a quattro zampe sono rappresentati, allora, dalla Rickettsiosi, causata da un batterio, la Rickettsia appunto, che porta all’insorgenza nel nostro Paese della cosiddetta Febbre bottonosa del Mediterrano, la quale può portare complicazioni anche gravi a carico dell’apparato cardiovascolare e renale e del sistema nervoso centrale; dall’Ehrlichiosi, sostenuta da un batterio che si chiama Ehrlichia canis, il quale causa gravi lesioni a livello ematico; dalla Borreliosi, più nota come Malattia di Lyme, causata dalla Borrelia burgdorfer, un batterio spiraliforme, che induce inizialmente una malattia cutanea degenerativa, ma successivamente va ad interessare anche il sistema nervoso, il sistema cardiaco e l’apparato scheletrico.

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Queste malattie sono facilmente diagnosticabili con un semplice prelievo ematico e, nella maggior parte dei casi, rispondono bene ad una terapia farmacologica. Ma in un cane particolarmente provato o anziano o debilitato possono causare anche la morte.

Quindi è importante fare una diagnosi precoce, osservare sempre il proprio animale e, laddove si sospetti la presenza di una zecca, portarlo immediatamente dal veterinario. E’ altamente sconsigliata la rimozione casalinga del parassita, perché è possibile che, pur usando correttamente le pinzette che si trovano in commercio proprio per togliere le zecche, in realtà si riesce ad estrarre solo una parte del suo corpo, senza, quindi, ottenere alcun risultato soddisfacente per la salute del nostro amico a quattro zampe.

Fondamentale rimane, tuttavia, la prevenzione, che è assicurata mediante l’applicazione, nelle stagioni a maggior rischio di trasmissione parassitaria, di specifici collari o di spray. E’ bene inoltre garantire una buona igiene anche dell’ambiente, in cui vive il nostro pet, perché le zecche non sono un pericolo solo per lui, ma anche per noi stessi.

Altro agente responsabile di infestazioni parassitarie è la pulce, più in particolare nel cane quella del genere Ctenocephalydes canis, che, al pari delle zecche, può essere trasmessa anche all’uomo o al gatto di casa, pur privilegiando, comunque, gli animali all’essere umano per la presenza del pelo sul loro corpo.

Le pulci sono difficilmente visibili, perché saltano e si muovono continuamente, mentre le loro feci sono più facilmente identificabili. Queste si nutrono del sangue dell’animale e resistono molto bene anche alle temperature più basse, perché protette dal mantello del cane, per cui è importante usare tutto l’anno specifici antiparassitari per combatterle.

Il loro morso e, soprattutto, la loro saliva, induce nel cane sempre un fastidioso prurito, per cui l’animale si gratta in maniera compulsiva e continua, arrivando anche a provocarsi delle microlesioni cutanee, che possono degenerare in ferite più profonde, fino a diventare vere e proprie ulcere, se il proprietario non si accorge tempestivamente della loro presenza. In alcuni casi, la pulce può veicolare le uova della tenia Dipylidium caninum, un verme intestinale, che, una volta divenuto adulto, arriva ad una lunghezza di circa venti centimetri e provoca una sindrome da male assorbimento nel cane, con dimagrimento e spossatezza.

Anche in questo caso la terapia è farmacologica, ma ciò che conta è la prevenzione. L’uso costante di antiparassitari, in fialette o spray, basta per proteggere i nostri piccoli amici dall’attacco di questi parassiti, così fastidiosi e,a a volte, anche così altrettanto pericolosi.

Ultimi agenti eziologici di infestazioni parassitarie da ricordare sono poi gli acari, impossibili da vedere ad occhio nudo, i quali vivono sul pelo, nel sottocute e, nei follicoli piliferi. Nel caso specifico dei cani, le specie più diffuse sono quattro: il Sarcoptes scabiei, l’acaro responsabile della scabbia; il Demodex canis; il Cheyletiella yasguri, un acaro che vive prettamente sulla cute; l’Otodectes cyanosis, un acaro responsabile delle patologie a carico delle orecchie.

La presenza di acari porta all’insorgenza di un fortissimo prurito locale e, laddove l’animale sviluppi un’otite, si ha anche un contino scuotimento del capo e lo strofinamento al suolo o su superfici dure dell’orecchio colpito dall’infestazione. Spesso nel condotto acustico, è possibile rilevare la presenza di un essudato di colorito marrone, vero e proprio cerume, che emana un odore nauseabondo e si frantuma in piccole scaglie; un quadro sintomatologico caratteristico, che deve mettere velocemente in allerta il proprietario.

In questo caso è decisiva la  tempestività, con la quale ci si rivolge al proprio veterinario, perché le otiti trascurate, una volta cronicizzate, non solo sottopongono il cane ad una condizione di forte stress, a causa del dolore persistente e del prurito continuo, ma diventano molto più difficili da trattare che se prese in una fase iniziale di insorgenza. Mai usare bastoncini o altri attrezzi duri all’interno dell’orecchio dei nostri animali, perché si potrebbero creare delle lesioni e, quindi, ulteriori complicazioni, e mai improvvisarsi medici.

La terapia è sempre la stessa usata per gli altri parassiti: somministrazione di prodotti specifici in gocce o in spray da mettere tra le scapole del cane a livello cutaneo; nel caso in cui l’animale presenti anche un’otite, il veterinario provvederà a prescrivere anche farmaci specifici, in particolar sostanze oleose o pomate, che devono essere applicate all’interno del condotto uditivo, dopo averlo ben deterso, per rimuovere cerume e scaglie.

Dunque, la parola chiave è prevenzione: igiene dell’ambiente, somministrazione cutanea di farmaci specifici e osservazione continua del nostro piccolo amico a quattro zampe. Semplici regole per u a convivenza felice e sana.

 

 

 

 

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