Il terrore continua a scuotere la Libia, uccisa un’altra esponente liberale

libia_attacchi Tripoli – Continua la spirale di violenza che sta scuotendo lo scenario libico del post Gheddafi.

Dopo più di tre anni dalla rivoluzione del 17 febbraio 2011 che ha portato alla caduta del regime del colonello Muammar, il paese stenta a trovare la strada dell’unificazione nazionale. Dilaniata da una lotta fratricida che vede come protagoniste varie fazioni tribali che si contendono le ricchezze del paese, la Libia continua a registrare nuove vittime soprattutto donne ed intellettuali. L’ultima in ordine di tempo è Fariha Al Barkawi, ex deputata   sessantenne, freddata il 16 di luglio scorso davanti ad una stazione di servizio a Derna da un commando a bordo di un’auto di grossa cilindrata in pieno giorno.

Una vera e propria esecuzione ai danni di Fariha rea di aver criticato aspramente l’uccisione della giornalista ed attivista politica Salawa Buqiqis due settimane fa per mano di milizie molto vicine agli ambienti estremisti di matrice islamica.

La giornalista aveva a sua volta criticato i movimenti politici e militari estremisti che predicano la non scolarizzazione delle donne e l’applicazione in modo sistematico dei precetti più intransigenti della legge islamica. Un crimine secondo i capi religiosi che andava punito in un modo eclatante ed esemplare.

Mentre la comunità internazionale medita un intervento straniero, la capitale Tripoli è scossa dall’eco delle bombe e dai colpi di artiglieria pesante provveniente dalla zona dell’aereoporto, teatro dello scontro fra le milizie di Misurata e di Zintan, che lottano per la supremazia sulla zona ovest del paese e dunque anche sulla ricca capitale.

A pagare il prezzo più alto è la popolazione civile che vive in un clima di terrore in preda alle scorribande e ai saccheggi per mano dei gruppi militari anarchici che acquistano sempre più potere nell’assenza più totale dello stato e delle forze dell’ordine.

Neanche il mese sacro del Ramadan è servito a placare questa ondata di violenza e di sangue che potrebbe protrarsi lungamente facendo apparire la possibilità di andare alle urne per eleggere un parlamento di unità nazionale in tempi ragionevoli solo una chimera irraggiungibile.

Mohamed Bashir Abukabda

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