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Ligabue in Mondovisione a Roma: inizia così il tour 2014

scritto il 31 Mag 2014 da in Musicaarticolo letto 2.208volte

ligabue

Dopo 4 anni di assenza dai palchi, ieri sera, sulle gradinate dell’Olimpico, è tornato a far cantare la Capitale Luciano Ligabue e stasera si replica.  Inizio alle 21:30, le luci si spengono e improvvisamente lo stadio si anima. Dai bambini ai settantenni o forse anche più, sono tutti in piedi gli oltre sessantamila spettatori e, quando il cantautore appare sul palco, poco meno di un puntino per chi, come me, è in tribuna, improvvisamente il coro parte, mentre le immagini scorrono sui maxi schermi, allineati a formare un unico semi cilindro lungo 44 metri.

Inizia lo spettacolo ed è la luce di giganteschi prosperi ad aprire la pista alle note de Il muro del suono, dove “il cerino sfregato nel buio fa più luce di quanto crediamo”.

Insieme al “Liga” sul palco la sua band di sempre: Federico Poggipollini, Niccolò Bossini, Luciano Luisi, Michael Urbano e Davide Pezzin, che lo accompagna con l’entusiasmo tipico delle grandi collaborazioni.  Il tour, dopo Roma, farà tappa il 6 e 7 giugno allo stadio San Siro di Milano (tutto esaurito da tempo), l’11 e il 12 giugno a Catania, il 12 luglio a Padova, il 16 luglio a Firenze, il 19 luglio a Pescara, il 23 luglio a Salerno, il 6 settembre a Trieste, il 9 settembre a Torino, il 13 settembre a Bologna e, per concludere, il 20 settembre a Bari.

E mentre le canzoni raggiungono il pubblico, i maxi schermi denunciano la spesa di cifre inimmaginabili della politica dilapidate nell’anno 2013 (più di 23 miliardi di euro), di processi ancora pendenti (9 milioni), di frasi curiose sparse qua è là, di aforismi come quello di Jimi Hendrix «Quando il potere dell’amore avrà superato l’amore per il potere, si avrà la pace», alla cui visione il pubblico salta in piedi applaudendo, ma mostrano anche foto personali della vita del cantante e il disegno di un gran cuore, che batte e segna, così, lo scorrere della vita.

E’ un Ligabue maturo quello incontrato ieri sera. Lo dice il suo look, lo raccontano i suoi capelli argentei e i suoi immancabili blu jeans, che una giacca scura in qualche modo, però, mitiga nel loro voler essere sempre e comunque giovani.  Lo ricorda lui stesso, chiedendo una pausa vocale, che sa “spettargli di diritto come gli hanno detto i sindacati dei cantanti di mezza età”…

E’ un Ligabue che vive a pieno i suoi 54 anni, senza rimorsi né rimpianti, ma anche senza false illusioni. Le canzoni dell’ultimo disco raccontano, perciò, di amore, di qualcosa che può vivere per sempre, proprio nel momento in cui si smette di pensare di poter vivere per sempre. E’, quindi, un Ligabue anche “spirituale”, nel senso più autentico del termine; parla del dolore, della morte, dell’inevitabilità di soffrire, ma anche dell’ipocrisia di chi afferma che il dolore va accettato, perché la voglia di vivere va oltre. Una piccola parentesi controcorrente quella vissuta ieri sera all’Olimpico. In un mondo di paillettes e luminarie, in cui ruga è ormai quasi sinonimo di vergogna, in cui apparenza si, essenza forse, con Ligabue per due ore il mondo ha preso una visione diversa. Mondovisione, il tour, è solo agli inizi, vedremo dove arriverà.

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Sabrina Rosa

Sabrina Rosa

Sono una counselor e una mediatrice familiare, da sempre impegnata nel Terzo Settore. Amo il rispetto per la vita in ogni sua manifestazione, dal più piccolo battito di ali alla maestosità di un tuffo di un'orca nell'oceano.

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