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Marvel Revolution: Thor e Capitan America cambiano sesso e pelle

scritto il 18 Lug 2014 da in Gamesarticolo letto 1.488volte

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C’è fermento nell’universo Marvel. A distanza di poche ore, la celebre casa di fumetti americana, ha lasciato tutti a bocca aperta annunciando un restyling dei suoi personaggi più famosi, per qualcuno una vera e propria “rivoluzione culturale”.

La svolta, per certi versi progressista, della Marvel comincia con Thor, la celebra divinità della mitologia nordica che si appresta a cambiar sesso. Anzi no. Thor diventa donna ma, come ha precisato Jason Aaron, scrittore della nuova serie, “non è una Thor – donna, non è una Thorita o una Thoressa. È Thor”.  Il mitico martello Mjollnir di Thor, su cui si legge l’iscrizione  “Chiunque detiene questo martello, se egli è degno, deve possedere il potere di Thor” passerà così nelle mani di una statuaria protagonista femminile, la nuova incarnazione femminile del Dio del Tuono. La nuova serie uscirà ad ottobre, con le tavole di Russell Dauterman. L’editrice ha spiegato che dietro la scelta, vi è il desiderio di catalizzare un pubblico di lettori, come quello femminile, finora poco coinvolto nelle storie della Marvel. Sicuramente, una bella donna che brandisce un enorme e potente martello avrà ottime possibilità di sfondare al box office.

A sole 48 ore di distanza dall’annuncio, il colosso dei fumetti americani è tornato a stupire con un’altra incredibile novità: fra qualche mese, in autunno, il biondo Steve Rogers svestirà gli storici panni di Capitan America. Del resto, nel numero 21 del fumetto, uscito nel mese di giugno negli USA, abbiamo assistito alla sconfitta di Capitan America contro il malvagio Iron Nail. Senza il suo siero magico, capace di conferirgli giovinezza e forza, Rogers non è altro che un uomo qualunque, vecchio e senza più poteri. Sarà il suo collaboratore Samuel Wilson (Falcon) uno dei primi supereroi afro-americani e creato nel 1969, a vestire i panni del nuovo Capitan America e ad impugnare il mitico scudo rosso, bianco e blu. I cinici potrebbero insinuare che queste non sono altre che trovate pubblicitarie (come accadde con l’annuncio della “morte” nel 2007 di Capitan America). Ma non sarebbe che una mera banalizzazione.

Fare appello a un pubblico più ampio rispetto a l solito e tipico target (cioè bianco e maschio) dei fumetti geek è senza dubbio un passo importante, che sottolinea la volontà della Marvel di valorizzare la diversità. L’editore aveva già cambiato Nick Fury, trasformandolo da un ragazzo bianco in un afro-americano più “urban style” con la testa rasata, un personaggio su misura per Samuel L. Jackson, che lo interpretò sul grande schermo.

L’intenzione della Marvel potrebbe essere quella di suscitare polemiche e alimentare rumors, che inevitabilmente si tradurrebbero in vendite, ma ci sono prove sufficienti per ritenere che la casa editrice sia sincera nei suoi sforzi per raggiungere un pubblico che tradizionalmente non è vicino ai fumetti di supereroi. Mettere le donne e le persone di colore in posizioni chiave può ritenersi una scelta progressista ma è anche la prova che i comics di supereroi stanno lentamente recuperando terreno, si stanno adeguando e aggiornando ai tempi moderni, fatti di contraddizioni, diversità, emarginazione…divenendo sempre più attuali. Non resta che vedere la reazione dei fan (qualcuno potrebbe mostrarsi resistente a questo tipo di cambiamento) e come verranno accolte tutte queste novità epocali della Marvel.

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nadja79

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