Registrati | Accedi Area utente

Michele Zaffarano, Paragrafi sull’armonia (IkonaLíber, collana Syn, Roma 2014)

scritto il 18 Feb 2014 da in Libriarticolo letto 481volte

Armonia_Cover_300

Queste pagine di scrittura ragionante, apparentemente geometrica, sembrano orientate a costruire, tassello dopo tassello, un qualche strano teorema per paragrafi su un’armonia (sociale? economica? …musicale?) di cui non viene dato in verità un profilo stagliato. È indecidibile, imprecisabile. E, poiché non c’è forse nulla di meno decidibile e precisabile del linguaggio, della parola, si dovrà attribuire il ruolo di protagonista proprio a questa disarmonica entità, nominata in ogni passo del testo. Più che a pagine assertive, tuttavia, ci troviamo di fronte a una sorta di vera e propria erosione o eliminazione del positivo di quella che parrebbe essere metascrittura. La parola cioè, continuamente chiamata in scena, continuamente prende distanza da sé, è umbratile, «ammette incongruenze», scarta necessariamente verso «la forma del tempo sociale» (ammesso che si possa poi «sapere / cos’è il sociale»), trama differenze e ne è tramata, funge da pietra d’inciampo anche politica: «qual è il compito della parola / induce include perturba il processo di scambio»; «la parola infetta gli altri rapporti / diventa immediatamente / una forma sociale / di pensiero». Dunque: parole parlano di parole, nel contesto del sistema di segni che, da parlanti, ci sembra di aver capitalizzato, possedere, trattenere in/come vocabolario, planetario noto. È invece l’accumulo, il linguaggio, ad aver capitalizzato noi, è lui ad eccederci. Questa è allora l’idea di cui il libro sembra essere un trattato. Allo stesso tempo, è evidente e sanamente esposto che non ci troviamo nel campo di una effettiva matematica o geometria. Ce lo dimostrano sia le stesse impronte ambiguamente dimostrative, teorematiche, dell’opera, sia la sua ironia strutturante, sia il continuo rovesciamento del senso comune a cui il testo ci fa assistere, su cui riflette: «i prodotti pensano le parole / le parole pensate sono la forma finale dell’universo materiale / rivelano la forma semplice / di isola / le leggi pensano di non essere soltanto parole».

Michele Zaffarano, Paragrafi sullarmonia (IkonaLíber, collana Syn scritture di ricerca, Roma 2014), pp. 80, € 9.50, ISBN 978-88-97778-22-6

Marco Giovenale – http://www.ikona.net/index.php?option=com_content&view=article&id=19&Itemid=9 Edizioni IkonaLíber – http://www.ikonaliber.com/

Ulteriori informazioni: –

http://slowforward.wordpress.com/2014/02/16/syn2-zaffarano-paragrafi-sull-armonia/

michele zaffaranoPARAGRAFI SULL’ARMONIA

(Estratto)


o entri nello scambio di segnali

oppure

guardi come tutto funziona

come tutto funziona in maniera diversa

il rapporto tra una parola e le altre

ammette incongruenze

la parola che ottiene un’espressione generale

è questo il valore

eccetera

quello che l’assunto di base rappresenta

rispetto alla dimensione

alla relazione tra i due termini

 

Share Button

OkNotizie
stefano donno

stefano donno

Stefano Donno (1975) si è laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Sue poesie sono inserite in numerose antologie e suoi articoli e saggi sono apparsi su importanti riviste nazionali e internazionali come I Quaderni di Italianistica della Yale University, Poesia, L’Ulisse, L’Immaginazione, Musicaos, L’Unità, Stilos, La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese Nuovo, Il Blog Libri de La Repubblica di Bari.

twitter facebook google plus

Gli articoli di (26)

facebook facebook
Articoli recenti