Notizie dal mondo dell’ economia

Le due più importanti notizie dal mondo dell’ economia italiana di questa settimana sono:

l’aumento della produzione industriale e le previsioni dell’ISTAT 2015-2017.

La produzione industriale è, da sempre, un importante indicatore della salute di un’ economia. Il secondo settore, quello industriale, pur avendo perso il primato per numero di occupati nell’ economia moderna a discapito del terziario, resta sempre molto importante. Non si può vivere senza beni.

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Quando la produzione industriale aumenta, significa che sono stati prodotti più beni. Se sono stati prodotti più beni significa che sono aumentati gli ordini o che i dirigenti, in base ai dati a loro disposizione, si aspettano un incremento della domanda per o beni da loro prodotti. Quindi, oltre a dirci quanti beni sono stati prodotti, ci dice cosa si aspettano importanti soggetti economici come le imprese, che vivono la realtà dell’ economia quotidianamente.

Secondo l’ISTAT nel primo trimestre 2015 si è registrato un aumento pari allo 0.3% rispetto al trimestre precedente. Non si aveva un risultato simile dal terzo trimestre 2014. Su base annua, invece, a marzo 2015 si è registrato un aumento dell’1,5% rispetto a marzo 2014 grazie ai settori farmaceutico, dei mezzi di trasporto e petrolifero.

Lo stesso Istituto, inoltre, in base alle proprie analisi, stima una crescita dell’ economia italiana per il 2015 pari allo 0.7%, per il 2016 pari all’1,2% e per il 2017 pari all’1.3%. Prevede per quest’anno un calo modesto della disoccupazione dal 12,7% al 12.5%.

Non si tratta di numeri eclatanti ma, come spesso mi trovo a scrivere, rispetto a quelli a cui siamo tristemente abituati, si tratta di previsioni che lasciano ben sperare.

Naturalmente, in questa settimana, sono accaduti altri avvenimenti nel mondo dell’ economia ma, come sempre, per facilità, mi sono limitato ai due segnalati.

Anche questa settimana, mi sono ritrovato a commentare notizie che, pur non essendo ottime, lasciano pur sempre ben sperare che stiamo lentamente uscendo dalla palude degli ultimi anni. L’idea di una facile e veloce ripresa è, era e sarà sempre un miraggio. In fondo al vaso di Pandora che è stato aperto nel 2008 e ci ha trascinato in questo periodo buio, non è rimasto altro che la speranza. Al momento non possiamo fare altro e, ancora una volta, i piccoli segnali lasciano intravedere, perlomeno, che la tempesta è finita ma siamo ancora in alto mare.

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