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Per creare gioielli non servono le dita

scritto il 23 Gen 2014 da in Esteroarticolo letto 350volte

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Per creare gioielli, ma più che gioielli dei piccoli capolavori di oreficeria, è necessario creatività, buona vista, precisione e un’eccellente capacità manuale.

Annette Gabbedey, 48 anni, è un’esperta orafa in Gran Bretagna.

La tecnica di Annette è stata perfezionata all’interno di un’importante scuola di orafi, corsi all’Università e seguendo gli insegnamenti di esperti gioiellieri dell’Hatton Garden di Londra.

Dopo gli studi, Annette si è trasferita a Frome, nel Somset, dove ha aperto, 23 anni fa, un laboratorio – boutique dell’oreficeria, specializzandosi in particolare nella lavorazione dell’opale.

Quando le si chiede come faccia, Annette risponde:

<<Fare gioielli è un mestiere molto tattile e molte persone mi chiedono come ci riesca senza dita. Io rispondo che non capisco come facciano le persone con le dita>>.

Annette Gabbedey è la prima donna al mondo a realizzare anelli, orecchini, bracciali impreziositi da pietre, diamanti e opali, pur non avendo le dita.

La sua passione creativa è stata più forte del suo handicap, tanto da farle sostenere che si tratta solamente di una questione di autopercezione.

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Carmenjo

Carmenjo

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.

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