Perchè ci piace fare sesso?

Sesso_NuoveSoluzioni.neti_

Il vero motivo per cui è “nato” e si è sviluppato il sesso tra gli esseri evoluti.

Nel corso degli anni il sesso ha subito trasformazioni e mutazioni, declinandosi in centinaia di sfaccettature e migliaia di varianti psicologiche.

Passatempo o tabù, ma anche divertimento, necessità, passione, desiderio, amore, trasgressione, moneta di scambio e perché no… dominazione (come dimostra il planetario successo delle cinquanta sfumature di grigio)

Ma perché è nato il sesso, cosa ci spinge a farlo? Volendo semplificare al limite la risposta è una sola; l’evoluzione.

I primi esseri viventi a popolare la terra non dovevano fare i conti con il fardello del desiderio sessuale (né con molte altre complicazioni), non avevano una netta suddivisione maschio / femmina, si trattava di esseri completamente asessuati che per riprodursi non avevano la necessità di un accoppiamento, ma si riproducevano tramite un processo denominato partenogenesi.

In parole povere facevano tutto da soli, con un enorme limite. Un essere che si riproduce senza accoppiarsi produce un esatta copia genetica di se stesso, avendo a disposizione un solo DNA. Questo comportava un indebolimento della razza, infatti è la differenziazione genetica che rende un gruppo forte, pensiamo ad esempio alle antiche epidemie di peste o di spagnola. La razza umana è sopravvissuta in tempi in cui non esisteva alcuna cognizione di cosa fossero virus e batteri grazio proprio alla sua biodiversità, alla capacità di alcuni individui di combattere il morbo con una risposta immunitaria adeguata che a loro volta hanno tramandato alle generazioni successive.

Per questo motivo la natura per rendere le razze più forti ha preferito differenziare gli esseri viventi in maschi e femmine, in modo che l’unione di due DNA creasse una differenziazione tra gli esseri della stessa razza in modo da fortificare la razza stessa. Ecco quindi che sulla terra sono apparsi i primi esseri ovipari. La femmina con il compito di deporre le uova e il maschio a cui era demandata la necessità di fecondarle.

Anche questo genere di animali avevano (ed hanno tuttora) un grosso punto di debolezza. Le uova sono infatti inermi, non sono protette in modo ottimale, anche se nascoste in una grotta o covate dalla femmina sono infatti facile preda dei cacciatori più grossi ed agguerriti.

Per fortificarsi ancora di più certe razze si sono quindi evolute in esseri ovovivipari e vivipari (appunto come la razza umana).

Per garantire la protezione della prole e difendere gli embrioni dai cacciatori gli esseri vivipari partoriscono un cucciolo quando è ormai sufficientemente formato da poter sopravvivere, seppur con il sostegno della madre e la protezione del gruppo.

Questa evoluzione ha comportato la necessità di dotare il maschio di un pene per inseminare le uova all’interno del ventre femminile e, ovviamente, la necessità dell’istinto di penetrazione.

Questo istinto maschile, questo desiderio di sesso tanto bistrattato e denigrato in ambienti più conservatori è quindi in realtà un elemento evolutivo essenziale. E’ ciò che ha permesso agli esseri umani di differenziarsi, diventare più forti, selezionando nel corso dei secoli gli essere più forti e dotati in un continuo processo di miglioramento e sviluppo.

CONDIVIDI