Perugia, morto Riccardo Bazzurri

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Si aggrava il bilancio dell’ennesimo dramma familiare che pochi giorni fa ha fatto sprofondare l’intera frazione perugina di Ponte Valleceppi nell’angoscia e nel dolore, dopo che il 32enne carrozziere Riccardo Bazzurri domenica mattina ha esploso diversi colpi di arma da fuoco – una Beretta calibro 9 regolarmente detenuta – contro l’ex convivente Ilaria Abbate, il loro bambino di appena due anni e un’amica della donna, Ilaria Toni, per poi riservare l’ultimo colpo per sé.

Ad avere la peggio è stato proprio l’uomo, la cui morte cerebrale è stata accertata nel tardo pomeriggio di ieri da parte dei chirurghi dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dopo un disperato intervento neurochirurgico. In serata, in seguito all’aggravamento delle condizioni del 32enne, la responsabile dell’ufficio stampa del nosocomio perugino ha ufficializzato l’intenzione dei familiari dell’uomo di autorizzarne l’espianto degli organi.

Gravi ma stabili le condizioni dell’ex convivente, Ilaria Abbate, e del figlio, ricoverati in prognosi riservata rispettivamente presso l’ospedale del capoluogo umbro e nel reparto di rianimazione del Meyer di Firenze. Migliora invece il quadro clinico di Ilaria Toni, l’amica 34enne della giovane madre, ferita al volto da un proiettile sparato dal Bazzurri a distanza ravvicinata, provocandole la frattura dell’osso mascellare per poi uscire, secondo un tramite cranio-caudale, dalla superficie antero-laterale del collo, senza interessare il fascio vascolonervoso, la cui lesione avrebbe certamente aggravato le sue condizioni.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l’uomo, dopo l’ennesima discussione con la donna che aveva deciso di lasciarlo – senza tuttavia impedirgli di vedere il figlio – proprio a causa della sua ossessiva gelosia, si è presentato domenica mattina intorno alle 10 davanti all’abitazione dell’amica di lei. Dopo un breve diverbio, quando le donne erano già salite con il bambino a bordo della Citroen Xsara Picasso di proprietà proprio della 34enne, il Bazzurri avrebbe estratto la pistola colpendone gli occupanti per poi rivolgersi l’arma alla testa. Al momento, quello che voleva essere l’ennesimo omicidio-suicidio maturato all’interno delle mura domestiche si è risolto con la morte dell’autore, descritto dai conoscenti come la solita persona normale, incapace, tuttavia, di far sì che le sue paure degenerassero nei deliri di gelosia che l’hanno spinto al gesto estremo.

 

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Laureato in Scienze Criminologiche con la passione per la stesura di articoli inerenti criminologia - propriamente detta, non CSI tanto per capirci - e sicurezza.