Raggiunto l’accordo per un fondo mondiale dei Paesi emergenti

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Cina, India, Sud Africa, Brasile e Russia hanno sottoscritto un accordo per la fondazione di una nuova banca internazionale, alternativa alla Banca Mondiale.

Il summit definitivo si terrà a Fortaleza (Brasile) il 15 e 16 luglio.

Intanto, anche la Russia ha reso nota la propria preoccupazione per la proposta, avanzata dalla Cina, di contribuire più degli altri Paesi all’investimento di capitali nel progetto. L’offerta cinese era già stata rifiutata dal governo indiano, e incontrava il disaccordo di Brasilia: è stata così scongiurata l’eventualità di una struttura gerarchica nell’organizzazione della nuova banca.

Attualmente i 5 Paesi parlano di investimenti di 50 miliardi di dollari in dieci anni, provenienti da ogni Stato aderente all’iniziativa (10 milioni ciascuno). Accanto a questo progetto è stata proposta l’istituzione di un fondo monetario a cui i 5 soggetti politici contribuiranno in misura diversa.

Il recente invito rivolto dal presidente brasiliano Rouseff ai presidenti di 11 paesi sudamericani affinché incontrino il premier indiano Modi lascia intuire la possibilità di un ampliamento geopolitico della banca; o quantomeno esplicitano l’urgenza, già espressa in passato, di nuovi accordi economici tra il Sudamerica e l’India.

Accordi che avranno certamente forti ripercussioni sulla conformazione e sulle attività del Mercosur, del quale la Bolivia, proprio in questi giorni, sta per diventare membro.

Secondo il ministro russo Anton Siluanov, la nuova banca rappresenta un’alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, i cui interessi sarebbero troppo legati all’area euro-atlantica.

Resta ancora da decidere la sede del nuovo progetto: le città candidate alla nomina sono Shangai e Nuova Delhi, ma la banca internazionale non sarà operativa prima del 2016. Nonostante i 5 Paesi abbiano rivolto un invito agli altri Stati dell’ONU affinché aderiscano al progetto, i fondatori del fondo controlleranno, secondo l’accordo, almeno il 55% delle “azioni” dello stesso.

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