Riciclaggio di danaro imputato ai Crown Resorts

Visitors queue up during the opening ceremony of Crown Macau, complex of hotel and casino in Macau Saturday, May 12, 2007. Melco PBL Entertainment Ltd., the gambling joint venture between Hong Kong-based Melco International Development Ltd. and Australia's Publishing & Broadcasting Ltd., opened its first casino Saturday in the Chinese gambling enclave of Macau. AP Photo/Kin Cheung)

Si presuppone, con la denuncia di un deputato indipendente australiano nei confronti dell’operatore di Casinò Crown Resorts, che la criminalità organizzata non sia “un privilegio” del nostro italico Paese, ma sia un “male” comune al mondo del gioco d’azzardo da qualsiasi altitudine o parti lo si guardi. Certo che accusare un addetto ai lavori del gioco di manomissione delle apparecchiature di macchine videopoker e di “facilitare” così il riciclaggio è alquanto pesante.

Il deputato Andrew Wilkie ha informato la Camera dei Rappresentanti, ed i suoi colleghi legislatori, che informazioni pervenute rivelavano azioni potenzialmente criminali del personale di Crown Melbourne, nonché la “presunta complicità dei regolatori di gioco nello Stato di Victoria”. Un’accusa di tale tenore quella del deputato Wilkie che ha “sollevato ovviamente un vero polverone”, sopratutto dopo aver citato effettivamente la fonte e gli informatori che avevano fatto pervenire queste informazioni.

In pratica si affermava che il personale di Crown Melbourne, che produce anche giochi di slot machine gratis, aveva messo in atto manomissioni illegali delle macchine, inclusa la disattivazione delle disposizioni di scommessa più bassa e la modifica dei pulsanti: questo per consentire l’autoplay proibito poiché entrambe le operazione aumentano le perdite di gioco.

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Ovviamente, questi interventi non sono stati effettuati con decisione proprie del personale, ma su indicazioni dei manager del casinò che volevano, con queste manipolazioni, assicurarsi introiti più “pingui” e perdite dei giocatori più consistenti.

In aggiunta, si veniva a conoscenza che i software delle “macchinette” venivano modificati per aumentare le perdite dei giocatori sopratutto durante il fine settimana, quando ovviamente il numero degli utenti casuali e, sopratutto ingenui, che giocavano magari per la prima volta, era ovviamente maggiore. Quindi, operazioni mirate e deliberate fatte in funzione dei maggiori ingressi per ottenere maggiori profitti.

Il deputato dopo queste rivelazioni sottolineava che sembrava persino impossibile che la Victorian Commission for Gaming and Liquor Regulation non sia intervenuta per fermare questa “condotta criminale” e che, probabilmente (sempre secondo le segnalazione degli informatori) la stessa Commissione era chiaramente complice del casinò per coprire queste manipolazioni.

Finisce tutto qui?

No, assolutamente: le informazioni continuano aggiungendo che la condotta “particolare” della direzione della Casa da Gioco non era limitata solo agli interventi sulle apparecchiature da intrattenimento, il personale ha anche consentito a certi clienti di fumare marijuana nei locali del casinò ed ha persino chiuso un occhio sulla “violenza domestica” da parte di Vip internazionali nelle sale da gioco ad alto livello.

Ed ancora è stato anche confidato che il Crown Melbourne avrebbe aiutato clienti di alto valore ad impegnarsi in transazioni fuori dalla legge, quindi al di sopra dei 10mila dollari e, persino, “incoraggiando l’uso improprio dei documenti di identità” consentendo loro, con tale atteggiamento, di evitare i controllori finanziari Austrac! Secondo il deputato australiano, se questi “atteggiamenti” risultassero realistici e confermati, il Crown faciliterebbe il riciclaggio di danaro “per qualsiasi nefando motivo come frode fiscale, droga e persino terrorismo”.

Per terminare questo “bel quadretto” della Casa da Gioco australiana, il deputato Wilkie ritiene che tutti questi interventi potrebbero suggerire, senza ombra di dubbio, un comportamento più ampio nell’industria delle macchine da poker ed ha invitato i Governi federali e vittoriani “a garantire che venga indagato a fondo sulle accuse” con indagini parlamentari sia della Polizia che da parte degli organi di regolamentazione… e ne ha ben ragione!

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Lorita Russo
Sono l' Amministratrice e Responsabile Marketing di Quotidianpost, editor, articolista e reviewer. Gestisco un mio blog di cucina Facili Idee. Sono proprietaria di un canale youtube e di un gruppo di cucina di 58.000 follower.
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