Romania: la legge “ammazza – randagi” è stata sospesa

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Storica vittoria degli animalisti in Romania: la legge “ammazza – randagi” è stata sospesa, grazie all’intervento in aula di 29 Senatori, in attesa che la Corte Costituzionale esamini il ricorso il prossimo 25 settembre.

Questa legge, divenuta effettiva dopo il si della Camera dei deputati del 10 settembre 2013, consentiva l’abbattimento incondizionato di tutti i cani randagi, dando pieno diritto di vita e di morte ai sindaci cittadini.

Infatti, in base a tale normativa, veniva introdotta la possibilità di sopprimere tutti i cani, che erano affetti da malattie oppure si dimostravano aggressivi o, peggio ancora, pericolosi per l’incolumità delle persone, a soli tre giorni dalla loro cattura e reclusione all’interno di canili.

Non erano, però, indicate le procedure o i limiti da rispettare per le amministrazioni cittadine per seguire tale iter. Si parlava esclusivamente di una “consultazione popolare“, che posticipava la permanenza dei cani all’interno dei ricoveri fino ad un mese, anche se, comunque, la fine era sempre la soppressione dei randagi.

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Non c’era alcun riferimento ad interventi preventivi, quali ad esempio la sterilizzazione dei randagi, e anche l’adozione o l’affidamento risultavano pratiche abbastanza complesse, dal momento che, per poter aprire le proprie case ad un amico a quattro zampe, sempre in base a tale normativa, era necessario dimostrare di poterlo mantenere da un punto di vista economico, di poterlo ospitare al meglio avendo uno spazio adeguato e, se tutto ciò non bastasse, serviva anche un consenso scritto da parte dei vicini di casa.

Condizioni queste di per sé già sufficienti per far desistere la maggior parte della popolazione; ma, proprio per evitare che qualcuno si ostinasse in questo iter dell’adozione, la legge aveva introdotto anche il pagamento di una tassa sul possesso del cane, ex randagio, così da mettere definitivamente a tacere ogni sogno di riscatto dei cani. Perché in un Paese già di per sé fortemente provato da un punto di vista economico, in cui gran parte degli abitanti fa fatica ad arrivare a fine mese e i flussi emigratori la dicono lunga in proposito, di certo non si ha la possibilità di sostenere un ulteriore costo.

Così, malgrado le numerose voci di protesta che da ogni parte d’Europa si sono sollevate per opporsi alla legge “ammazza – randagi”,in questo periodo di attuazione la normativa ha portato all’eliminazione di tantissimi cani, che popolavano  le strade cittadine della Romania, suscitando non poche ire nel mondo delle associazioni animaliste.

Oggi, l’annuncio del suo blocco, anche se al momento non definitivo, seguito ad un’intera notte di veglia in piazza a Bucarest, segna un passo importante per chiunque tenti di intervenire in difesa dei nostri amici a quattro zampe e a darne la notizia è proprio Save the Dogs, uno dei principali gruppi attivisti in Romania guidato da Sara Turetta, sceso in prima fila per dire no a questo massacro.

Ora bisogna attendere il 25 settembre per la decisione definitiva, ma nel frattempo la battaglia andrà avanti e, in attesa che l’Unione Europea emani una Direttiva sugli Animali da Compagnia, in Romania i randagi potranno vivere un momento di tregua al loro massacro.

 

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