Sbarco migranti a Salerno, recuperate 26 salme di giovani donne

Sbarca al porto di Salerno la nave spagnola 'Cantabria' con circa 400 migranti a bordo. Lutto cittadino per le 26 salme di donne nigeriane a bordo. In corso gli esami autoptici sui corpi.

Sono 436 i migranti della nave spagnola ‘Cantabria’ sbarcata a Salerno domenica scorsa al molo ‘Tre Gennaio’ del porto commerciale . Di questi oltre 400 migranti, 259 sono maschi, 116 donne (di cui 9 gravide), 21 bambini di età inferiore ai 9 anni, 5 tra i 9 e i 15 anni e 26 maggiori di 15 anni. In Campania ne resteranno 72, mentre gli altri saranno divisi tra Lombardia (80), Lazio (30), Emilia Romagna (50), Piemonte (50), Veneto (40), Puglia (40) e Toscana (40). Sulla nave sono state rinvenute anche 26 salme di giovani donne.

La nave del dolore

La ‘Cantabria’ è stata definita la “nave del dolore” per aver condotto le salme di 26 donne recuperate in mare già morte dopo il naufragio di un gommone. Tutte incredibilmente giovani e soprattutto donne, tra i 14 e i 18 anni, probabilmente di origini nigeriane. “Una tragedia per l’umanità” così si è pronunciato il Prefetto di Salerno sul triste accaduto.

La Giunta comunale ha emanato lutto cittadino per la giornata dei funerali che si terranno, in forma pubblica, nel cimitero monumentale della città. La data è ancora ignota, perché sono in corso e dureranno per una settimana gli esami esterni sui corpi delle giovani vittime, da parte dell’equipe dei medici legali e consulenti tecnici della procura di Salerno.

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Le autopsie sono iniziate oggi, a causa delle condizioni dei cadaveri tenuti in celle frigorifere a bordo della nave spagnola. Al momento non sono stati riscontrati segni di violenza o ferite profonde, è probabile la morte per annegamento. Il barcone potrebbe essere affondato e le donne avrebbero avuto la peggio, in quanto soggetti più deboli, ma gli inquirenti non vogliono lasciare zone d’ombra. Al termine degli esami, il team guidato dal professore Antonello Crisci, docente dell’Università degli Studi di Salerno, consegnerà tutta la documentazione alla magistratura. Il professore ha spiegato che nell’arco di una settimana saranno completati i primi esami e poi bisognerà effettuare gli accertamenti istologici e tossicologici. Sarà, poi, l’organo di giurisdizione a decidere se liberare le salme e procedere con i funerali.

Nel frattempo sono stati fermati due presunti scafisti su disposizione della procura di Salerno: è il primo punto fermo nelle complesse indagini sul naufragio che ha portato al recupero dei 26 cadaveri. Su cinque dei migranti sbarcati, inoltre, sono in corso indagini più approfondite.

Le parole di De Magistris

“Una nave di profughi naufraghi è arrivata nei nostri mari. Tante donne giovanissime, morte. È una tragedia senza fine. Penso, con convinzione giuridica, che molti governanti dovranno essere chiamati a rispondere per crimini contro l’umanità e anche concorso in genocidio”. Lo scrive in un post su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in riferimento allo sbarco di migranti giunti a Salerno.

Il primo cittadino del capoluogo campano accusa e dice: “Ci avete lasciati senza soldi, norme e mezzi, per colpa o dolo. La coesione sociale del nostro Paese è sempre più fragile. Nelle prossime ore vedremo se, finalmente, in zona cesarini, Governo e Parlamento dimostreranno di essere dalla parte della gente, dei loro diritti e dei loro bisogni, oppure se per l’ennesima volta saranno colpevolmente sordi alle istanze legittime e giuste dei territori, dei loro abitanti e dei rappresentanti democraticamente eletti. Ne va della tenuta democratica dell’Italia e non ci sono scuse plausibili”.

E continua: “Ancora una volta i denari e le norme andranno nella direzione non dei diritti costituzionali, della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Allora vorrà dire che, dolosamente, la politica nazionale si renderà responsabile di una rottura sociale e istituzionale senza precedenti. Noi siamo pronti a ogni scenario”.

Conclude in questo modo: “Chi ostacola giustizia, uguaglianza, solidarietà e attuazione dei diritti costituzionali, verrà rimosso con le armi della democrazia per la Repubblica e per il popolo”.

 

Scontro tra Boldrini e Minniti

I dati del Viminale indicano un calo del 30% degli sbarchi per quest’anno rispetto al 2016, ma negli ultimi giorni sembra esserci una ripresa dei flussi. Proprio le partenze dalla Libia, dopo il drastico calo seguito agli accordi stretti lo scorso luglio con le autorità dei principali porti usati dagli scafisti, fanno suonare un campanello d’allarme e innescano la polemica a distanza tra Laura Boldrini, presidente della Camera, e il ministro degli Interni Marco Minniti.

Quest’ultimo ribadisce: “L’accoglienza ha un limite, perciò abbiamo lavorato sul governo dei flussi che nell’ultimo anno sono diminuiti del 30,13%”. Ma la Boldrini attacca: “È illusorio o cinico pensare che l’Europa possa risolvere il problema degli sbarchi delegandone la soluzione ai paesi nordafricani. Il flusso non si arresterà fin quando il problema non sarà risolto all’origine, creando condizioni di vita dignitose e sicure nei paesi dai quali si continua a fuggire”.

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