Sempre il solito Fabio Fognini

Montecarlo-Fognini-racchetta

Il tennista ligure esce al primo turno e insulta l’avversario. Un’altra figuraccia nel suo 2014.

Il tennis non si ferma mai. In attesa di entrare nel vivo della parte finale della stagione sul cemento americano, il calendario ATP prevede alcuni tornei minori, livello ATP 250, nel centro dell’Europa, solitamente sfruttati dai giocatori di seconda fascia per conquistare posizioni nel ranking, dal momento che i top 10 sono già proiettati nella preparazione per il rush finale oltreoceano. Nel 2013, Fabio Fognini sfruttò al massimo quest’opportunità e si aggiudicò ben due tornei, raggiungendo il suo best ranking ATP (numero 13) e affermandosi nella top 20.

Il 2014 di Fognini non è stato all’altezza delle aspettative. Molti credevano e tanti speravano che Fabio sarebbe maturato al pieno, sfruttando al massimo le sue indiscusse ed indiscutibili doti tennistiche. Invece, il ligure ha sempre deluso. Eccezion fatta per la vittoria a Vina del Mar e la semifinale della settimana scorsa a Stoccarda che non sono, di certo, palcoscenici impegnativi, anzi sono ampiamente alla portata di Fabio da cui ci si aspettava molto di più nei tornei più importanti. I suoi risultati sono stati pessimi a livello dei grandi tornei dello Slam: è stato eliminato agli ottavi dell’Australian Open per mano di Djokovic, al Roland Garros è stato protagonista al terzo turno di uno psicodramma di 5 set contro Monfils vinto dal francese e a Wimbledon si è reso ridicolo con una serie di proteste e sceneggiate umilianti per lui e per chiunque fosse presente alla partita. Nei Masters 1000 non ha di certo brillato: a Montecarlo ha regalando una vittoria a Tsonga proprio nel giorno del compleanno del francese smettendo di giocare in un match che stava conducendo con un vantaggio di un set e di un break, a Roma era atteso a ripetere la semifinale dello scorso anno e invece si è fatto eliminare al primo turno da Lukas Rosol.

Ora Fogna era atteso alla conferma degli ottimi risultati della precedente stagione. Come già detto a Stoccarda non ha saputo bissare la vittoria dello scorso e ha perso, malamente. Ad Amburgo, si presentava come testa di serie numero 2 del torneo: la finale era a portata di mano. Invece no, il nostro eroe sciagurato si è fatto battere da un avversario oltremodo alla portata: Filip Krajinovic, classe 1992 e numero 149 dell’ATP. Il giovane serbo ha regolato il tennista azzurro in due set senza nemmeno troppi sforzi con il risultato di 6-4/6-0 in 55 minuti. A pesare ancora di più sulla già pesante sconfitta sono due elementi: Krajinovic ha perso solo 8 punti nel secondo set quasi tutti per merito di Fabio e, ancora più grave, ha urlato un insulto all’avversario, dicendo “Zingaro di m***a”. Il pubblico di Amburgo ha capito e ha iniziato a fischiare il nostro eroe che per l’ennesima volta si è distinto in negativo. Il giorno dopo (oggi, ndr) Fabio ha pubblicato le sue scuse su Facebook e Twitter. Poco male. Al danno la beffa, insomma.

Fognini si sta comportando in maniera perfettamente italiana. Come Balotelli è dotato di grandi doti ma manca di concentrazione e di voglia di impegnarsi e di aggiungere solidità e concretezza alle doti che madre natura ha loro donato. Rafa Nadal, amico di Fabio ha perfettamente descritto il personaggio-Fognini: “Nonostante tutti suoi comportamenti, è numero 13 al mondo. Ha un talento immenso”.

Aspettarsi di più da questo giocatore è un errore. Fabio Fognini non può fare più di così e va sostenuto anche se potrebbe fare di più ma il talento non è solo fare dei colpi eccezionali, è sapersi concentrare nel momento giusto, non perdersi d’animo nelle difficoltà e non farsi influenzare da fattori esterni al campo. Il ligure non è in grado di fare questo passo avanti e, più passa il tempo e più difficile diventa farlo. Fabio è così, prendere o lasciare.

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Laureato in Beni Culturali e Storia dell'arte con un'autentica passione per ogni sport e per le storie che gravitano attorno ad esso.