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TFA: i tieffini alzano la voce. condividi o critichi?

scritto il 19 Lug 2014 da in Economiaarticolo letto 3.988volte

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Dopo il nostro primo articolo riguardante il TFA (http://www.quotidianpost.it/tfa-tutto-quello-che-non-vuoi-sapere), sono giunte numerose email, che ci chiedevano di affrontare quest’argomento più da vicino.

Alcuni hanno fatto notare che pochi siti hanno affrontato l’argomento dando spazio e voce a coloro che, dopo anni di studio, sacrifici economici, difficoltà di vario genere, si ritrovano punto e a capo: studiare per inseguire un sogno. Ci hanno chiesto, quindi, di dare visibilità alle discussioni sul TFA.

Noi abbiamo accolto con molto piacere queste richieste e quest’incarico che ci onora e vi anticipiamo che in caso di novità sulle prove che ancora si stanno svolgendo, vi terremo informati.

Ci hanno colpito le email di persone deluse dalla situazione, che immaginano già di non aver superato il test preselettivo. Miriana ci ha scritto: “carissimi, sono stanca. Ora ho 40 anni e studio per inseguire un sogno da quando ne avevo 19. Dopo tanti sforzi, di vario genere, mi trovo a dover rifiutare a questo sogno. Perché? Sono laureata in fisica e nella mia prova c’erano domande impossibili. Ho affrontato un test difficilissimo e ho pure buttato 50 euro”. A queste parole fanno eco quelle di Dario che scrive: “lo Stato non ha fatto altro che illuderci.”

Ma non tutti la pensano così: ” […] d’altronde in qualche modo deve pur fare il Ministero. Se non così, come si devono stabilire gli insegnanti del futuro?” scrive Dario su un forum.

Insomma, il dibattito è aperto. Tutti ne parlano e le idee, come sempre, sono contrastanti. Noi vi diamo l’opportunità di dire cosa ne pensate: condividete il TFA o prendereste in considerazione altri metodi per l’ abilitazione all’insegnamento?

Nel frattempo, in attesa che la situazione migliori e le liste d’attesa si snelliscano, sorridiamo con una frase di Aristotele: “lo studio è la miglior previdenza per la vecchiaia” .

TFA: SI O NO? Dite la vostra…

Antonio Murrone

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Antonio. staff

Gli articoli di (9)

  • Dabiu

    Io ho fatto il TFA ma mi è sembrata una presa in giro. Io cambierei il sistwma. a che serve studiare tanti anni e poi trovarsi con ub nulla di fatto e con un’abilitazione da fare?
    grazie perchè almebo voi ci date visibiltá.

  • Alessandra

    Bisognerebbe piuttosto discutere dei tantissimi errori presenti sia nelle formulazioni delle domande, sia nella rosa delle risposte proposte. Di fronte a situazioni come queste, comuni a diverse classi di concorso (date e definizioni errate), come intende comportarsi il MIUR?

    Da giorni ormai noi candidati scriviamo all’ufficio relazioni col pubblico del ministero, per chiedere cosa intendono fare con le domande ambigue o decisamente errate. Molti di noi sono fuori per mezzo punto e magari sono caduti proprio su quelle domande che, per logica, andrebbero “abbonate”. Non si può pretendere rigidità nelle risposte e flessibilità nella formulazione delle domande. Chi è chiamato a giudicarci non può permettersi di fare errori così grossolani. Ovviamente non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

    Ci si augura che il ministero opti – come due anni fa – per l’annullamento delle suddette domande, altrimenti i ricorsi al TAR fioccheranno.

  • Lorella

    Per me tre prove sono davvero troppe e si giustificano solo in nome dell’esclusione della massa da ogni possibilità; non bastavano due come i vecchi concorsi a cattedra? O addirittura solo i test, visto che tra l’altro vertevano su un programmone che solo chi insegna o i laureati da poco tempo possono aver presente? Siamo in attesa di sistemi un pò più seri da parte del Ministero, in modo che tali selezioni non si risolvano in una frustrazione generale e un business per chi l’organizza, mi auguro davvero che in un futuro prossimo nuovi sistemi aprano le porte al lavoro e che non le chiudano, invece, come accade attualmente!

  • Luca

    Secondo me il TFA è organizzato benissimo. Senza dubbio è molto più serio delle vecchie SSIS! Ci sono tanti giovani solo bravi a lamentarsi, ma chi studia va avanti! Sveglia ragazzi! Tutti hanno fatto la gavetta… e il TFA è solo un assaggio confronto alla gavetta di anni fa!

  • Eugenia

    Ha risposto il solito secchione supponente e presuntuoso!levate la benda dagli occhi o i troppi libri ti hanno offuscato la vista.

  • Daniele

    Secondo me il problema é che in Italia vige un “sistema” x il quale conta più trovare il modo di fare più cassa possibile (con questi concorsi ad esempio ed altri) che non l’obiettivo serio di determinare categorie professionali (come insegnanti in questo caso) e quindi avere gente brava nel la oro per il futuro…fanno di tutto per far partecipare una marea di gente ma poi scartano le persone per sciocchezze (come per le domande/risposte strane di cui si parlava in un post precedente).. Infine credo che non siano da sottovalutare nemmeno le raccomandazioni che rovinano sempre tutto..

  • Fabiana

    Innanzitutto voglio ringraziare la Vostra redazione perché ascoltate la nostra voce… Sono una ragazza di 33 anni inseguo questo sogno da due anni ormai… avevo pensato anche di seguire un master de profesorado in Spagna per conseguire l’abilitazione ma i costi sono impossibili …Sono stanca di rincorrere un sogno e soprattutto la certezza di un lavoro .. molti non sono a conoscenza del fatto che dopo il test preselettivo ci sarà una prova scritta ed infine una prova orale..se supereremo tutto ciò avremmo accesso al tfa forse pagheremo 2.500 euro per sostenere altri esami e infine potremmo iscriverci anziché in terza fascia in seconda .. tutto ciò per Dirvi tfa no no e ancora no

  • Elena

    Il TFA non ha senso: le prove selettive a crocette servono per capire chi ha determinate nozioni e di fatto selezionano chi ha, prima del test, tempo e voglia di mettersi a ripassare o imparare a memoria nomi di opere e date delle battaglie o altro. Concorro (o meglio dire concorrerei perché sono in dubbio ancora se partecipare) per la a37, non c’è stato ancora il test di quest’anno ma mi viene difficile capire come si possa interrogare su questioni filosofiche con un test a crocette, dal simulatore le domande mi paiono fattibili ma in ogni caso contesto la modalità: il migliore insegnante non è di certo quello che ricorda a memoria più date o titoli di opere. A mio avviso difficilmente in questo modo si riesce a capire quanto il futuro docente sia ferrato sull’analisi e la comprensione di concetti filosofici spesso non banali o abbia la capacità critica di interpretare i fatti storici, impossibile sapere poi se sia in grado di spiegare, cosa che con uno scritto più complesso sarebbe stato possibile verificare. Altro problema: chi lavora e fa un lavoro che attualmente non è in linea con il proprio percorso di studi ma è comunque è un lavoro retribuito si trova anche nell’ impossibilità di tenere un lavoro, pur precario, per fare un tirocinio che non solo non è retribuito ma per il quale deve sborsare 2500 euro. I più penalizzati sono poi i disoccupati che non possono permettersi di pagare una tale somma (più eventuali spese se vi è la necessità di affittare un posto letto in una città diversa dalla propria). Insomma è un metodo di selezione stupido che non garantisce la selezione dei migliori futuri docenti e un modo per fare cassa. Se tutti assieme avessimo il coraggio di boicottare potremmo fare qualcosa ma la disperazione in questi casi prende il sopravvento. Io credo che mi terrò il lavoro e appena sarà possibile andrò via da questo Paese, non ho più speranza che per noi le cose migliorino.

  • Anna

    Tfa dovrebbe essere l’unico metodo di reclutamento degli insegnanti! Rispondo a chi asserisce che con un test nozionistico non si valuta la capacità di insegnamento: superato il test vi è una prova scritta e poi una prova orale. E’ una selezione che premia solo chi è preparato e motivato, non chi tenta per tentare. Ho fatto il tfa primo ciclo e ho continuato a lavorare anche durante il tirocinio. In questo paese semmai la vergogna e’ la sanatoria dei pas con la quale si è regalata l’abilitazione solo per merito di anzianità lavorativa.

  • conny

    Molti stanno pensando di andare ad abilitazione in altri paesi europei dove è più facile conseguire l’abilitazione per poi tornare in Italia ad insegnare. Questo vuol dire maggiori spese, altri sacrifici e soprattutto esportare i nostri soldi in un altro paese a danno del nostro. È questo che vuole il nostro Stato? Sono d’accordo per i corsi 3+2 già abilitanti partendo da chi ha già la magistrale.

  • sara

    io ho fatto il TFA…bisogna partire dal presupposto che qualche forma di selezione va fatta…certo ogni concorso porta con se una grande dose di fortuna…ma anche uno studio matto e disperato…diciamo che le domande non erano impossibili, erano certamente più alte del livello che si insegna a scuola, ma alla fine è così che fai la selezione (ribadisco la dose di fortuna…). quello che secondo me proprio non va è la spendibilità del titolo. avendo già fatto un concorso con prova nazionale ed essendo stata abilitata dallo stato (università pubbliche) io mi aspetterei di andare ad insegnare a tempo pieno nella scuola pubblica, con un contratto a tempo indeterminato (= ruolo)…non mi aspettavo certo di dover ripetere un concorso il prossimo anno per entrare in ruolo…quanti concorsi servono per insegnare? infiniti…quanti concorsi servono per legiferare…sembrerebbe nessuno…

  • Gabry

    L’abilitazione è un diritto non un terno al lotto.Tutti i laureati dovrebbero conseguirla subito dopo la laurea per poter entrare subito nel mondo del lavoro. In questo paese il diritto al lavoro è solo per pochi..Italia feudale!!

  • ursula

    considerate le modalità dei test, le domande, e gli avvenimenti di quest’anno durante lo svolgimento delle prove,credo che non vi sia metodo più sbagliato di questo per valutare l’idoneità di un futuro docente. Le selezioni, a mio parere inutili, pongono un limite a chi realmente voglia intraprendere la strada dell’insegnamento…credo che qualsiasi laureato debba avere la possibilità di accedere all’abilitazione, e non con una selezione a crocette, che a quanto pare quest’anno ha permesso anche a chi non era preparato di poter accedere, dato lo scarso controllo durante le prove e la facilità di copiare. Dov’è quindi la selezione? Mi sembra che questa sia l’ennesima presa in giro da parte di un sistema corrotto che non dà certezze per il futuro dei giovani laureati.

  • Sandra

    Tfa e’ l acronimo di ti frego ancora ! Solo tre parole per esprimere il mio parere! La solita pagliacciata all italiana

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