Unioni Gay, stessi diritti delle coppie etero. A settembre legge in aula

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Siamo forse di fronte alla definitiva svolta per una questione etica di fondamentale importanza nei paesi moderni. Se il governo di Matteo Renzi andrà fino in fondo- i numeri più o meno ce li ha- saranno riconosciuti alle coppie omosessuali i diritti essenziali per la convivenza. Dopo anni di discussione, però, la paura che sia l’ennesimo scoglio insormontabile è legittima; una stessa componente del Pd, quella cattolica, era riluttante e si oppose. Adesso i tempi potrebbero essere più maturi.

Una forte spinta in questo senso è arrivata dalla corte costituzionale, quando si trattò di confermare la validità di un matrimonio anche dopo il cambiamento di sesso di uno dei coniugi. La consulta in quel caso convalidò il legame. (Maggiori dettagli qui)

A settembre si discuteranno due disegni di legge, depositati dal Partito Democratico in commissione senato. Tra i firmatari Giuseppe Lumia, Felice Casson e Monica Cirinnà. Per regolamentare le unioni civili omosessuali – non si parla ancora di matrimonio – è stato preso come modello il “civil partnership” alla tedesca. Verrebbero garantiti i diritti assistenziali, per parlare con il medico in caso di ricovero del partner, andarlo a trovare, prendere decisioni; il diritto alla successione, se il coniuge deceduto designa l’altro come erede; la reversibilità della pensione e la possibilità di partecipazione ai bandi per case popolari.

Ma cosa più importante di tutti, la possibilità di adottare il figlio del partner, la cosiddetta Stepchild Adoption. In questo modo il minore che venisse a trovarsi senza il genitore biologico potrebbe comunque fare affidamento su quello acquisito. Un passo avanti quindi anche nella tutela dei minori.

Giuseppina La Delfa, presidentessa dell’associazione “Famiglie Arcobaleno” afferma: «La nostra battaglia continuerà, ma quella di Renzi è una proposta avanzata che risolverà enormi problemi». Di fatti l’ultima cosa che rimarrebbe da conquistare sul campo dei diritti per la coppia lgbt è l’adozione standard. E’ già dura questa fase, forse i tempi non sono ancora maturi in Italia per un passo del genere.

Ma sicuramente dovremmo prendere esempio dal resto dell’Europa, dove l’unione civile e in alcuni casi il matrimonio stesso sono consuetudine. Gli omosessuali si stima siano il 4-5% in Italia. Secondo Marco Gattuso, magistrato del tribunale di Bologna, se si resta indietro a lungo «rischiamo un intervento di censura (e possibili sanzioni) dall’Europa, come già accaduto per le carceri». La Germania è intervenuta in materia già nel 2001; Spagna e Portogallo, nazioni cattolicissime, si sono decise prima di noi; l’Inghilterra, dopo le unioni civili, è in procinto di approvare il matrimonio vero e proprio. C’è solo la Grecia nell’Ue a farci compagnia.

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L’ostacolo interno alla coalizione di governo c’è e si chiama Nuovo Centro Destra; un partito praticamente agli antipodi con il Pd su ogni questione etica. Uno dei meno ostili di Ncd, Sacconi, si dice favorevole ma «niente soldi pubblici a conviventi, etero o omosessuali». Se Ncd dovesse votare contro Renzi potrebbe sperare nel sicuro contributo di Sel e in quello incerto del Movimento 5 stelle. Tutto dipende da quante forze il Pd intende investire. E quale priorità darà alla questione, all’interno dell’agenda di governo.

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