Viaggio Sola

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Italia ’13, commedia. Regia di Maria Sole Tognazzi. Con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Fabrizia Sacchi, Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Lesley Manville.

Non nascondo che mi sono mi sono avvicinato al film con molto scetticismo: la solita commedia italiana (anche se lontana da quella sguaiata e ridanciana), il consueto personaggio nevrastenico e insicuro della solita Margherita Buy, la banale storiella per tenere su una pellicola ordinaria se non proprio inutile del panorama italiano. E invece no, sorpresina. Una buona storia, ottimi interpreti in piena forma, perfino una fuori classe straniera che di nome fa Lesley Manville (bravissima e premiata in “Another year” di Mike Leigh).
La vera sorpresa rimane comunque un personaggio finalmente diverso per la brava Margherita Buy, la severa e inappuntabile ispettrice alberghiera che passa, a suo dire, il 90% della sua vita in viaggio – ovvio, da sola! – e negli alberghi di lusso controllandone la pulizia, la puntualità e l’efficienza del servizio, la gentilezza e la professionalità del personale.

Quindi è la sua deformazione professionale che la porta ad essere anche nella vita troppo precisina e insopportabilmente esigente, da se stessa e dagli altri che circondano la sua vita. Il suo ex Andrea (Stefano Accorsi) e la sorella Silvia (Fabrizia Sacchi) sono preoccupati per la sua vita troppo sradicata e senza affetti, ma lei è contenta così, monotonamente regolare e asociale. Tutto va avanti finché non si verifica un episodio che la sconvolge e che quindi finalmente la fa riflettere e guardarsi dentro, umanamente, cosa che non era mai successo nella sua vita. Si rende conto che lei è troppo gelida, mai affettuosa almeno nei momenti giusti, senza un ricordo da portare con sé, senza mai farsi apprezzare da chi le vuol bene.3
So bene che i racconti, scritti o filmati, narrano spesso di ravvedimenti e di cambiamenti repentini nella vita a causa di un evento che agisce come un detonatore alla svolta, ma la vita è fatta così e spesso scrittori e registi si occupano di questi risvolti umani. Ma stavolta è ben raccontato da una regia (Maria Sole Tognazzi) puntale e ironica, sempre precisa e mai noiosa. Bravi tutti gli attori, in particolare ovviamente la Buy e, se ci fate caso rivedendolo, un perfetto Gianmarco Tognazzi con la sua tipica recitazione in sottrazione, quasi come per non dar fastidio e togliere la scena agli altri.
Buonissima commedia da salvare dalla stagione italiana fatta prevalentemente da commedie inutili.

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