4 Marzo 2018, un solo giorno per votare.

L'astensionismo si combatte così?

Affluenza al 73%,  mi chiedo se fosse potuta aumentare concedendo anche solo una mattinata in più per recarsi al seggio.

L’Italia è lunga e i trasporti fanno pena, soprattutto da Roma in giù, con il mal tempo… considerate chi viene dall’estero, chi dal sud va al nord e viceversa. Avessero dato la possibilità di votare sino pure al lunedì mattina, la percentuale sarebbe stata superiore. Soprattutto se i comuni risultano lontani tra di loro e si impone un viaggio non breve per raggiungerli, se le finanze sono limitate e hai figli, se patologie o condizioni fisiche ti rallentano.

Le difficoltà logistiche di uno spostamento disagevole, avranno di sicuro fatto sì che alcuni (anche molti) desistessero, finendo per non dare il proprio voto. Penso a chi studia o lavora fuori sede, alle famiglie con doppia residenza, a un disabile, non sono stati penalizzati da questa decisione ultima?

Lo temo, e ne ho certezza.

Gli italiani si sono espressi alle urne, ma… un solo giorno per votare è stata “cosa onesta e giusta”?

L’astensionismo si combatte così?

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Dove in un minuto e 40 secondi uno era fuori, e dove a persona non bastavano i dieci minuti per passare a un altro. Le file in attesa di entrare. Il nuovo codice seriale, che ha parecchio rallentato. I tempi per lo spoglio. Non era meglio, come sempre è stato, consentire più respiro alle elezioni e agli elettori? Il problema doveva essere considerato, anche per aiutare i cittadini, e dare un servizio migliore.