Arrestato il figlio del Procuratore di Brescia

L'uomo 32enne è stato arrestato per aver commesso una rapina a mano armata assieme a tre complici

È stato arrestato il figlio del Procuratore capo di Brescia Gianmarco Buonanno in esecuzione dell’ordinanza del gip per rapina a mano armata.

I carabinieri hanno scoperto la vicenda quando hanno inserito nel computer la targa di un auto usata per una rapina a mano armata, è saltato fuori come intestatario il nome del procuratore  Tommaso Buonanno 68 anni, dal 2013 a capo della Procura bresciana.  In questi casi ci si domanda  se una toga in queste condizioni può esercitare serenamente la sua funzione.

Il figlio ha rapinato un supermercato

Il figlio  32 enne Gian Marco Buonanno assieme ad altri tre malviventi armati di mitra ha assaltato un supermercato a Zogno in Val Brembana.

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Il primo complice, Luigi Mazzocchi, un 49 enne pregiudicato di Seriate, era stato fermato alcune ore dopo il colpo, mentre il terzo avrebbe le ore contate. Mazzocchi nella propria abitazione nascondeva parte del bottino della rapina oltre che diverse armi utilizzate per effettuare l’assalto. Buonanno invece, 33 anni da compiere il prossimo 12 marzo e con problemi di tossicodipendenza, è attualmente coinvolto nell’inchiesta che ha denunciato due anni fa i maltrattamenti subiti dai pazienti ospiti della comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio, fondata da suor Rosalina Ravasio.

Soltanto a febbraio dello scorso anno anche Francesco, secondogenito di Tommaso e fratello di Gianmarco ebbe alcuni guai con la giustizia. Il suo appartamento di Bergamo venne perquisito nell’ambito dell’operazione che ha portato in carcere ben quarantuno ultras dell’Atalanta per spaccio e consumo di cocaina poco prima di compiere le azioni violente fuori dallo stadio.  Gian Marco era  noto alle forze dell’ordine, la brutta piega presa dai figli del magistrato era da tempo nota nella zona.

Era stato rinchiuso in  una comunità di recupero

In passato,  il padre aveva cercato di aiutare il figlio e  portarlo cosi  fuori dal tunnel della dipendenza,  lo aveva fatto rinchiudere in una comunità di recupero, ma il ragazzo non ne voleva sapere  si era  ribellato e lo aveva denunciato per sequestro di persona.  Il ragazzo era finito sotto inchiesta, poi era stato prosciolto. Ma tra pochi giorni dovrà testimoniare nell’aula del processo ai vertici della comunità, finiti intanto sotto accusa per altre vicende. Potrà essere assistito da un avvocato, essendo un ex inquisito. Ma non sarà un momento facile, per il procuratore, perché inevitabilmente si dovrà parlare dei suoi rapporti con il figlio.

Un caso da valutare per bene

Da tempo il «caso Buonanno» è sotto l’attenzione del Csm. Una procedura per valutare il trasferimento d’ufficio del procuratore per incompatibilità ambientale è tutt’ora in corso, originata sia dalla denuncia per sequestro che dall’esodo in massa di pubblici ministeri dalla Procura bresciana verificatosi dopo l’arrivo del nuovo capo. infatti l’arresto di Gian  Marco appesantisce ulteriormente la vicenda.

Ma le modalità militari del colpo e l’utilizzo di armi micidiali non fanno escludere che scatti la competenza della Procura antimafia di Brescia, cioè dello stesso Buonanno. E questo ovviamente sarebbe fonte di grande disagio. A meno che il procuratore, cui manca poco più di un anno alla pensione, non decida di fare un passo indietro.