Giuliano e Basilissa

6 Gennaio: Santi Giuliano e Basilissa

I santi Giuliano e Basilissa erano due coniugi cristiani che sono caduti vittima delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano intorno al 304 d.C. e la loro festa si celebra il 6 gennaio. I loro nomi rientrano nel martirologio geronimiano che è l’elenco più antico di martiri cristiani della chiesa latina in nostro possesso.

Le informazioni storiche su Giuliano e Basilissa

L’imperatore Diocleziano (244-313 d.C.)  è stato il protagonista dell’ultima grande persecuzione contro i cristiani che è iniziata nel 303 d.C. l’Obiettivo dell’imperatore era quello di privare le comunità cristiane di tutti i diritti legali con l’obbligo di sottomettersi alle pratiche religiose romane tradizionali. Il problema è che i cristiani monoteisti non potevano sacrificare agli dei pagani e il rifiuto ha avuto conseguenze fatali per molti di loro, compresi Giuliano e Basilissa.

Le informazioni storiche sui due coniugi sono frammentarie ma sappiamo che Giuliano era di Antinoe, città dell’Egitto romano fondata dall’imperatore Adriano, quindi non va confuso con Giuliano di Cilicia, altro martire cristiano. Giuliano era un cristiano convinto che la sua famiglia aveva costretto a sposare Basilissa ma, di comune accordo, la coppia aveva deciso di mantenere la castità, senza vivere more uxorio, per dedicarsi completamente alla vita religiosa. 

Giuliano ha creato una comunità di monaci, mentre la moglie Basilissa è stata la fondatrice di un convento femminile di cui è diventata la madre superiore. Il loro zelo apostolico si è unito anche alle opere benefiche, dato che hanno addirittura trasformato la loro casa in un ospedale per l’assistenza ai malati.

La persecuzione e la morte

Le persecuzioni di Diocleziano sono state particolarmente intense contro i cristiani nelle province  orientali e sulla sorte dei due coniugi cristiani ci sono due diverse interpretazioni: secondo i latini sono stati messi a morte ad Antiochia di Siria per volontà del governatore Marciano, mentre i greci ritengono che l’esecuzione sia avvenuta proprio ad Antinoe in Egitto. Gli storici ritengono più attendibile la seconda interpretazione e si narra che Basilissa sia morta per prima insieme con le suore del suo monastero. Secondo altre fonti, però il martirio lo avrebbe subito solo il marito e lei sarebbe sopravvissuta alla persecuzione, ma mancano certezze al riguardo.

Sul martirio di Giuliano ci sono anche fonti agiografiche che narrano tremendi supplizi come l’immersione in pece bollente da cui però è uscito miracolosamente illeso convincendo Celso, figlio di Marciano, e la moglie del governatore Marcionilla a convertirsi al cristianesimo. Lo stesso Celso, Marcionilla e Giuliano sono stati poi martirizzati insieme per decapitazione con numerosi altri cristiani, al termine di una fase detentiva in cui non hanno mai abiurato la loro fede cristiana.

Le reliquie dei martiri

Il culto riservato a Giuliano e Basilissa continua ancora oggi grazie alla devozione di molti fedeli che venerano le reliquie dei due martiri custodite sia nella Basilica Ostiense a Roma, sia nel Duomo di Chieri, in provincia di Torino.

La città di Chieri è infatti protagonista anche di una tradizionale processione che affonda le sue radici nella cultura contadina della zona con riferimenti storici che risalgono al periodo medievale. 

Secondo la tradizione tramandata per secoli, è stato proprio un cavaliere crociato a portare una parte delle reliquie dei due coniugi cristiani fino a Chieri nel 1098 e a deporle nella chiesina di Sant’Anna, tra Chieri e Andezeno, prima che fossero trafugate e sepolte altrove.

Il miracolo dei buoi

Il 21 maggio 1187, un contadino che stava arando i campi ha riportato alla luce le reliquie, ma a questo punto emerge un altro evento miracoloso perché Chieri e Andezeno hanno iniziato a contendersi la paternità del possesso. La disputa è cessata quando i fedeli hanno invocato il giudizio divino che non si è fatto attendere: i buoi che trasportavano il carro con l’urna si sono improvvisamente diretti di loro iniziativa verso il Duomo di Chieri e ne hanno varcato la soglia, fermandosi davanti all’altare maggiore.

Dopo questo miracolo, i contadini hanno designato Giuliano e Basilissa come loro santi protettori e, da quel momento, la città celebra ogni anno la ricorrenza con una processione.  Il 21 maggio si ripete quindi l’evento che è organizzato dalla Confraternita dei due santi con il patrocinio del comune di Chieri e le reliquie sono trasportate su un carro trainato da due buoi bianchi, mentre si recitano preghiere per invocare la protezione dei due coniugi martiri sui terreni agricoli e a tutela della prosperità dei raccolti.

La preghiera di intercessione

I fedeli recitano inoltre una preghiera specifica per invocare l’intercessione di Giuliano e Basilissa affinché li aiutino a superare le debolezze umane e a impostare la vita cristianamente che risale alla tradizione latina ed è giunta fino ai giorni nostri:

Infirmitatem nostram respice, Omnipotens Deus: et quia pondus proprie actionis gravat, B. Iuliani M. et Basilissae Virginis intercessio gloriosa nos protegat. Per D.N.I.C. Amen.”

Dio Onnipotente, volgi il tuo sguardo sulla nostra debolezza: e poiché essa ostacola le buone azioni, che l’intercessione gloriosa del Beato Giuliano martire e della Vergine Basilissa ci proteggano. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen”. 

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