Affonda un barcone di migranti davanti all’isola di Lesbo

Il Mediterraneo come un cimitero

Un barcone carico di migranti è affondato questa mattina davanti alle coste dell’isola di Lesbo, in Grecia, provocando la morte di almeno sei persone: lo riportano i media internazionali, che citano la Guardia Costiera greca. Almeno 57 persone sono state tratte in salvo.

E così l’immigrazione rimane una tragedia di dimensioni colossali che sta toccando tutti uomini, donne e bambini, che sperano di trovare la fortuna in Europa, di rifarsi una nuova vita e ricominciare da zero. Ma non è così, perché di solito abbandonare il proprio Paese vuole dire affrontare viaggi pericolosi su barconi malsani e insicuri e una volta arrivati vivere un nuovo calvario in un centro per richiedenti asilo.

Cosa spinge ad emigrare

Sono tanti i motivi che possono spingere una persona ad emigrare in un altro Paese: guerra, carestia, pericolo imminente per propria salute, mancanza di lavoro, condizioni di vita disagevoli, ecc… Ecco perché in tanti decidono di tentare la sorte spinti da false promesse di lavoro e tante illusioni; quando arrivano si rendono conto che non è affatto così semplice e che il lavoro tanto desiderato non esiste.

Così tutto si trasforma in un incubo e alla fine si crea un circolo vizioso da quale è molto difficile se non impossibile uscire.

Il Mediterraneo sta diventando un cimitero

Nel Mediterraneo la rotta più pericolosa è di gran lunga quella del Mediterraneo centrale, che dalla Libia porta alle rive della Sicilia. Il numero maggiore di morti è stato toccato nel 2016: 5.143 secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim). E il dato è stato ritoccato più volte al rialzo, visto che spesso le notizie dei decessi arrivano a giorni di distanza dall’effettivo naufragio.
Si muore soprattutto appena fuori dalle acque territoriali libiche, attorno alle 15 miglia di distanza dalle coste della Tripolitania, la regione del Paese nordafricano dove sono concentrate le città dalle quali si parte: Zawyia, Zuwara, Sabratha, Garabulli. Le piccole imbarcazioni gonfiabili sovraccariche di persone non riescono ad arrivare più in là.

Il Mediterraneo sta diventando un cimitero, quindi è importante creare migliori condizioni di vita e di lavoro in Africa.

 

Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com

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