Allarme abbuffate alcoliche, adolescenti a rischio

Quando l'alcool diventa una malattia

Hanno tra i 18 e i 35 anni, bevono almeno 5 drink ogni settimana e preferiscono consumare superalcolici lontano dai pasti e in grande velocità. È il profilo dei giovani italiani tracciato da una ricerca dell’Istituto Toniolo e pubblicata per il Mulino all’interno del volume La condizione giovanile in Italia, Rapporto Giovani 2019. 

Sono i giovani che fanno delle vere e proprie abbuffate alcoliche. Ma ad essere più a rischio sono gli adolescenti che nei fine settimana abusano di alcool, in particolare super alcolici, e poi perdono il controllo e finiscono per ritrovarsi in situazioni molto pericolose. Quanto emerge è davvero preoccupante perché i ragazzi spesso non sanno fermarsi prima del loro limite.

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Lo studio

Emerge che adolescenti e giovani nei fine settimana, ma non solo, cercano una specie di rifugio nell’alcool e questo ben presto questo crea una dipendenza dalla quale è difficilissimo uscire. L’alcool come rimedio alle delusioni della vita, ma poi le conseguenze possono essere letali.

Ma soprattutto la ricerca curata da Elena Marta, professoressa di psicologia sociale e comunità all’università Cattolica di Milano, delinea un profilo piuttosto preoccupante per quanto riguarda la sempre maggiore diffusione del fenomeno del binge drinking. Si beve fino a quando non se ne può più, si beve fino all’autodistruzione progressiva ed inevitabile.

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I danni

“Abbiamo giovani e giovanissimi con gravi problemi al fegato a causa di intossicazioni da alcool” dicono i medici che si occupano degli effetti micidiali dell’alcool sul corpo dei più giovani. Ogni fine settimana sono sempre di più i giovani che finiscono al Pronto Soccorso a causa dei superalcolici, e tanti hanno bisogno di lavande gastriche e ricoveri di qualche giorno.

Lo studio conferma anche come il consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti sia la condizione più dannosa per le patologie e le problematiche legate all’alcool. Correlazione che peraltro, circa un anno fa, era stata dimostrata da una Relazione del Ministro della Salute Giulia Grillo al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol. In quell’occasione era anche stato evidenziato come in Italia siano particolarmente esposti gli adolescenti, che sono infatti considerati la fascia di popolazione più a rischio. «La perdita di questo associazione dell’alcol ai momenti di conviviali, spiega la psicologa, è preoccupante perché in qualche modo abbassa le difese dei nostri ragazzi» ed è un fenomeno purtroppo in crescita a cui si può cercare di mettere un freno solo con la giusta informazione nelle scuole.