Attentato Barcellona: Bruno Gulotta morto sotto gli occhi dei suoi bambini

Bruno ha appena fatto in tempo a mettere in salvo i figli prima di essere ucciso

C’è un italiano tra le 14 vittime dell’attacco terroristico di Barcellona, Bruno Gulotta, 35 anni, di Legnano è rimasto ucciso sulle Ramblas. Secondo la polizia, è da mercoledì che i terroristi all’interno di un’abitazione di Alcanar, stavano organizzando la carneficina. Preparavano ordigni che sarebbe stati utilizzati durante l’attacco esplosivo. Tre gli arresti, mentre l’autista del furgone è ancora in fuga. Durante il conflitto a fuoco cinque terroristi sono uccisi durante la notte, nel secondo attacco a Cambrils.

Bruno Gulotta lavorava come responsabile marketing e vendite per il sito specializzato in tecnologia Tom’s Hardware, è stato falciato dal furgone killer nel raid terroristico di ieri pomeriggio.

Il racconto di Martina, la compagna di Bruno Gulotta ucciso dalla furia del furgone sulla Rambla. “Investito in pieno”

È impressionante il racconto che Martina ha riferito ai colleghi del suo compagno, tutti i tragici minuti che hanno preceduto l’attacco terroristico. La donna, in uno sfogo di dolore ha raccontato gli ultimi istanti di vita del suo compagno.

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La famiglia passeggiava sulla Rambla, la donna teneva la piccola Aria di 7 mesi nel marsupio agganciata al suo busto, mentre Bruno accompagnava per mano il figlio Alessandro di 6 anni.

Una giornata tranquilla, quando ad un tratto è arrivato un furgone che ha investito in pieno Bruno.

Bruno ha appena fatto in tempo a mettere in salvo i figli prima di essere ucciso.

Questa la testimonianza di Pino Bruno titolare della società di Legnano in cui lavorava Gulotta, ha parlato con la moglie Martina, 28 anni, che gli ha raccontato la tragedia:

“Stavano passeggiando sulle Ramblas con i due figli, Aria, di 7 mesi, nel passeggino, e Alessandro, di 6 anni, che il padre teneva per mano. Il van è arrivato all’improvviso. Tutti d’istinto si sono chinati, come a proteggersi”. Gulotta si è messo davanti ai figli, ed è stato travolto.

Bruno è stato letteralmente schiacciato, è rimasto per terra con le gambe spezzate e scomposte e la testa sanguinante. È morto così, sotto lo sguardo dei suoi bambini. 

Sui sociali i colleghi lo ricordano affettuosamente: “Era un amico, un padre e un collega. Era una delle colonne di Tom’s Hardware, un punto di riferimento per tutti. Ci mancherà tutto di lui. Un grande abbraccio a Martina e ai piccoli”.

Andrea Ferriero caporedattore del sito Tom’s hardware ha spiegato ”Era partito nel fine settimana e sarebbe rimasto lì ancora qualche giorno. Una cosa del genere non te l’aspetti mai, e’ terribile. Bruno era un gran lavoratore è un buon padre di famiglia, una persona normale. Non c’è nient’altro da dire”.

”Ci ha chiamato Martina, era sconvolta e ci ha detto soltanto: Bruno non c’è più”.

Il resto della famiglia è rimasta illesa: almeno fisicamente. Alcuni parenti sono già in viaggio per raggiungerli e sostenerli. Noi stiamo cercando di capire in che modo possiamo renderci utili. Faremo tutto il possibile”.

Anche se ancora manca la conferma della Farnesina: “Non possiamo darla finché a noi non arrivano notizie ufficiali dalle autorità spagnole”.

Il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus  al telefono LaPresse: “Mi recherò dai familiari, ho letto la notizia dell’annuncio della morte del cittadino di Legnano Bruno Gulotta, pubblicato dalla ditta informatica dove lavora, la Tom’s Hardware, sul proprio sito web. “E’ una tragedia per tutti. Penso alla compagna, ai bambini che lascia. A nome mio personale e di tutta la città esprimo grande cordoglio”.

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