Bimbi con i numeri sul braccio alla frontiera con gli Stati Uniti

Situazione drammatica

Un bambino dall'Honduras fermato con il padre vicino a Mission, Texas, 12 giugno 2018 (John Moore/Getty Images)

Bimbi con i numeri sul braccio alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, uno spettacolo tristissimo, che sottolinea tutta la disumanità che c’è nei confronti dei più piccoli che vorrebbero solo guadagnarsi un futuro migliore.

Quel futuro che adesso è come un miraggio, è un sogno che si è trasformato in un incubo, fatto di fame, miseria e povertà estrema. I migranti sono partiti dal centro e dal sud America, cercando un futuro migliore, ma sono fermi in una specie di limbo da cui molto difficilmente riusciranno a uscire.

I bambini sono i più indifesi, non possono combattere, e la loro vita è diventata un incubo.

Il caos alla frontiera

Così ci sono bimbi migranti in attesa al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri marchiati sul braccio. Le immagini, che rievocano le odiose pratiche naziste nell’epoca buia dei campi di sterminio, sono state girate dalla MSNBC e sono diventate virali in rete, rilanciate in tutto il mondo.

Questo è il risultato di una immigrazione mal gestita, che non trova i giusti sbocchi per essere considerata legale, e così si trova a pagare tutto quelle che sono le decisioni sbagliate di quei Paesi che li hanno fatti passare già sapendo che questa era la situazione  che li aspettava.

Il dramma tra Messico e Stati Uniti

La frontiera tra Messico e Stati Uniti è diventata come una trappola, in cui in tanti restano bloccati senza alcuna possibilità di riuscire a passare, i sogni di libertà si infrangono e rimangono solo la paura e il terrore, uniti alla disillusione e alla mortificazione.

I numeri, secondo quanto riportano i media, sono scritti con dei pennarelli da agenti della polizia di frontiera messicana, non dagli americani. Segno che le autorità messicane sono impreparate alla marea umana di rifugiati che sta arrivando sul loro territorio, e questo rende l’intera situazione ancora più drammatica.

Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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