Cocò, arrestati i presunti killer del bimbo ucciso a Cassano allo Ionio

Cocò

L’omicidio di Cocò, 3 anni, è avvenuto il 19 gennaio 2014 nelle campagne di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. L’obiettivo dell’agguato era suo nonno, Giuseppe Iannicelli, coinvolto in traffico di droga ma forse prossimo a pentirsi. L’uomo portava sempre con sé il nipotino come scudo umano, ritenendo erroneamente che le bande criminali non avrebbero osato colpire un bambino. I due assassini, Cosimo Donato e Faustino Campilongo, si trovano già in carcere per un altro motivo e lì hanno ricevuto l’ordine d’arresto da parte dei Ros.

Bambino affidato al nonno perché la madre è in carcere

Loading...

La madre di Cocò, Antonia Maria, figlia di Giuseppe Iannicelli, è reclusa per droga con il marito, perciò il bambino era stato affidato al nonno – anche se faceva parte pure lui della malavita locale ed era già stato arrestato a sua volta per detenzione di droga e traffico di cocaina – e alla sua convivente, Ibtissam Touss, marocchina, 27 anni.

Cosimo Donato e Faustino Campilongo, della zona di Sibari, sono accusati di triplice omicidio e distruzione di cadaveri, dato che dopo aver sparato alle vittime, hanno dato fuoco alla Fiat Punto di Iannicelli su cui si trovavano.

L’agguato e la preghiera del Papa per Cocò

I tre sono stati uccisi a bruciapelo, dopo che gli assassini avrebbero affiancato con un’utilitaria l’auto del nonno di Cocò e con un pretesto si sarebbero fatti seguire. Probabilmente Giuseppe Iannicelli li conosceva e si fidava di loro. Arrivati in campagna, hanno ucciso lui, la giovane Ibtissam e il bimbo di 3 anni seduto dietro sparando loro alla testa e poi bruciando i corpi. La terribile fine di Cocò, che ha avuto la sfortuna di nascere nella famiglia sbagliata, aveva suscitato grande commozione perché senza precedenti nella storia della criminalità. Queste erano state le parole di Papa Francesco, che durante l’Angelus domenicale una settimana dopo, aveva rivolto un pensiero al piccolo e pregato per chi aveva compiuto l’assassinio, perché si pentisse e si convertisse.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
Potrebbero interessarti anche