Un video tutto da ridere!!! E gli ultimi diventeranno i primi… così fu anche alle Olimpiadi Invernali del 2002 in America

Sono passati 16 anni, il video dell'impresa "miracolosa" continua ad accumular visite e like in rete

In genere, parlando degli ultimi, ci si riferisce alla società dei dimenticati o si ricorda Lourdes. Non è il caso di Steven Bradbury, ancora di lui si chiacchiera a distanza di 16 anni per un’impresa che ha del “miracoloso”. Una serie di sfortunati-provvidenziali eventi lo hanno incoronato vittorioso e vincitore, ha avuto il coraggio di vantarsene (senza pudore).

Il video è virale, non smette di esser visto (potrete guardalo cliccando qui, mitica la  “Gialappa’s band che ne commenta la gara), riderete di certo!

Chi è? Un ex pattinatore di short track, un pilota automobilistico australiano, commentatore televisivo,  “meritevole” molto tra virgolette di aver vinto l’oro nei 1000 metri del pattinaggio di velocità ai XIX Giochi olimpici invernali di Salt Lake City (USA). Subì tantissimi infortuni, che lo costrinsero per un decennio a patire lunghi periodi di cure, riabilitazioni, nuove operazioni chirurgiche. Non sarà andato al Santuario francese, eppure c’è chi crede che dal cielo “qualcuno” lo abbia ripagato delle sofferenze avute regalandogli un successo insperato e inatteso …”doing a Bradbury“(fare un Bradbury).

Cosa ha fatto? Nulla! Si è solo limitato a muovere le gambe correndo sereno dietro agli altri, che si battevano per la vittoria. Supera le semi-finali perché squalificano un atleta (lui doveva essere eliminato, invece accede alle finali tra i migliori).  Tutti cadono alla curva prima dell’arrivo, e conquista così il primo posto sul podio.

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Morale? Dei vari litiganti, l’ultimo se la gode…

Increduli, scioccati, allibiti i presenti, presero atto di quel che può accadere nell’enfasi di una competizione sportiva. Quando le previsioni si ribaltano e l’inimmaginabile si concretizza reale. Se il meno talentuoso (non so se per furbizia o per mera fortuna) si ritrova nella posizione giusta al momento opportuno, finendo per trionfare. Chiamalo “scemo” ! Il suo ritardo si trasforma in distanza di sicurezza, il suo “scarso” gli consente di superare gli avversari tagliando il traguardo da solo.