IL TAO DEL DRAGONE DI BRUCE LEE (Mondadori)

il tao del dragone

Pubblicazione splendida questa curata da John Little, con la prefazione di Linda Lee Cadwell e la traduzione di Anna Poletti. Edita nel 2006 e riproposta di recente da Mondadori. Libro che si legge tutto d’un fiato soprattutto perché la traduzione e l’editing sono stati fatti in maniera davvero impeccabile. D’altro canto quando si maneggiano culture, tradizioni, grammatiche altre, oltre ad una perizia tecnica nella resa letteraria, occorre una grandissima sensibilità. Il “tradimento” nella traduzione non sempre risulta la via migliore per una resa editoriale nella nostra lingua. Parliamo nello specifico di un lavoro che raccoglie gli scritti dell’immenso Bruce Lee, i quali riescono a fornire un ritratto completo ed esaustivo di una figura complessa come l’attore cino/americano che ha consacrato la sua vita al cinema e alle arti marziali. Un uomo che ha posto al centro delle sue ricerche esistenziali, la tensione nel voler diventare giorno dopo giorno un uomo migliore, aperto all’incontro, al dialogo, alla comunicatività inter/umana che aiuta a sviluppare un senso profondo di civiltà e comunione. Se dovessimo dare una definizione di Bruce Lee, ci troveremmo in imbarazzo, vuoi perché nell’immaginario pop è un’icona sacra, vuoi perché ha dato, prodotto, realizzato tanto in diversi campi che è difficile rinchiuderlo in categorie. Egli fu dunque attore, autore, coreografo, regista, poeta e filosofo. Già … un artista delle arti marziali che amava Cartesio e si deliziava leggendo La Repubblica di Platone. Un filosofo non a parole, ma nell’essenza. Il nocciolo del libro è da individuarsi nel concetto di auto/learning o autoapprendimento che è fondamentale per Lee per far comprendere come l’uomo possa ermeneutizzare la realtà che lo circonda, sapendo che proprio l’auto apprendimento deve considerarsi l’unico strumento idoneo per entrare nei concetti e nelle discipline. Il libro è diviso in otto parti e si spazia dalle nozioni di Kung Fu, di filosofia orientale, alla storia della filosofia, alla definizione di “vuoto mentale” (wu shin), sino a giungere nella trattazione dei suoi argomenti a temi come la psicologia, la Gestalt, l’apprendimento, la volontà interiore.

Editore – Mondadori,

2013, 352 p., ill., brossura

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