Impressioni di Settembre – Milan

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Dopo un’estate di calciomercato la tradizionale pausa di inizio settembre ci lascia orfani del campionato per dare spazio agli azzurri impegnati a chiudere definitivamente il discorso qualificazione per il mondiale Brasiliano 2014 contro la Bulgaria a Palermo e la Repubblica Ceca a Torino. Ritroveremo le squadre di club tra campionato e primi turni delle competizioni europee alle porte dell’autunno. Questo periodo di pausa e transizione, in cui il campo tace, consente una piccola riflessione su quale possa essere l’eredità di una campagna di rafforzamento più movimentata degli ultimi anni per le squadre italiane nella quale dopo anni di cessioni dolorose, pratica che ancora non possiamo lasciarci alle spalle, vediamo anche la nostra seria A arricchirsi di grandi nomi, in alcuni casi provenienti dall’aristocrazia del calcio europeo.

La prima sensazione è che si possa tornare a respirare, anche se in versione low cost, l’aria dei campionati a cavallo del millennio in cui si presentavano ai nastri di partenza ‘sette sorelle’, sette formazioni attrezzate per puntare al bersaglio grosso. Già dalle indicazione dateci dalle prime due giornate sembra che la tendenza possa ripetersi con Napoli, Inter, Fiorentina, Roma e Juventus a punteggio pieno, Lazio staccata di tre punti a causa della rotonda sconfitta rimediata allo Juventus Stadium nel primo scontro diretto stagionale, e Milan ugualmente con tre punti in classifica dopo la debacle di Verona seguita dalle prestazioni decisamente più convincenti contro PSV e Cagliari.

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È dalla società di via Turati che vorrei partire nel nostro tour di considerazioni sulle ‘sette sorelle’ e le aspettative con cui ognuna si affaccia a questa nuova stagione.

MILAN – Sono senza dubbio i rossoneri a suscitare più curiosità e discussioni negli ultimi giorni. Unici ad aver concluso il mercato col botto, come da abitudine per le campagne trasferimenti targate Galliani, hanno affrontato le prime partite di questa stagione con una formazione praticamente invariata rispetto a quella della scorsa annata calcistica, fatta eccezione per l’inserimento del neo-arrivato Poli nel ruolo di interno di centrocampo che sul finire della scorsa stagione era stato di Flamini. Certamente con l’uscita di Boateng, passato per 10 milioni allo Schalke 04, e gli arrivi di Matri e Kakà ci aspettiamo di vedere un Milan diverso alla ripresa del campionato. A cambiare dovrebbe essere principalmente la configurazione dei tre giocatori d’attacco. Sommando la passione per i trequartisti del presidente Berlusconi e l’idea dell’allenatore Allegri che preferirebbe vedere Balotelli da seconda punta, e dunque più libero di svariare sul fronte offensivo, risulta facile immaginare un tridente con il figliol prodigo Kakà nuovamente da numero 10 a supporto di Balotelli e Alessandro Matri, altro ritorno dopo nove anni di assenza da casa Milan dove il centravanti ex Juve e Cagliari era cresciuto.

L’impressione generale è che per valutare l’effettivo impatto del mercato estivo 2013 sul club di via Turati sia necessario prima constatare quale possa essere il rendimento del 22 brasiliano che dopo l’esperienza madrilena, costellata di problemi fisici e ambientali che lo hanno tenuto spesso lontano dal campo, non può che essere un’incognita dal punto di vista tecnico. La classe del campione del mondo 2002 e Pallone d’Oro 2007 non è in discussione, ma le conseguenze dello scarso impiego e degli infortuni patiti negli ultimi anni andranno valutate sul campo. Lascia qualche perplessità anche il fatto che Ancelotti, allenatore che ai tempi del loro idillio rossonero descriveva la sua formazione tipo come:<<Kakà più altri dieci>>, abbia dato il via libera al trasferimento del suo vecchio pupillo senza richiedere alcuna contropartita tecnica o economica. Non va in ogni caso sottovalutato l’impatto mediatico e sentimentale di un ritorno che porta una considerevole iniezione di entusiasmo in dote al Milan.

Gli arrivi di Kakà e Matri sicuramente migliorano una rosa che già la passata stagione aveva nell’attacco il suo settore migliore, ma aprono anche un problema per quanto riguarda la collocazione di El Shaarawy. Il faraone che, dopo il difficile inizio della scorsa stagione, aveva trascinato il Milan dalla colonna destra della classifica a posizioni decisamente più confortanti per i tifosi del diavolo, ha visto i propri spazi e la sua centralità nel progetto iniziare a disperdersi già con l’arrivo di Balotelli nell’ultimo mercato di riparazione. L’ulteriore concorrenza e il probabile cambio di modulo rischiano di creare una situazione ancora più complicata per il giovane talento. Situazione che chiamerà tanto lui quanto Allegri ad una prova di maturità, l’allenatore dovrà essere bravo a far ruotare i suoi uomini (senza scordare Robinho e il lungodegente Pazzini) ed El Shaarawy dovrà dimostrare sul campo di poter tornare ad essere il giocatore determinante del girone d’andata dello scorso campionato adattandosi ai ruoli di seconda punta e, perché no?, di rifinitore.

Il resto dell’organico rimane sostanzialmente invariato, l’ex Samp e Inter Poli va ad integrare un centrocampo che sembra studiato principalmente per fare filtro e con rapide verticalizzazioni innescare le ripartenze dei tre avanti. La difesa, che forse avrebbe avuto più di altri settori bisogno di essere puntellata per evitare le amnesie che si sono puntualmente ripresentate durante la prima giornata al Bentegodi, mantiene gli stessi effettivi della stagione 12/13. L’unico arrivo degno di nota è Matias Silvestre, reduce da una stagione deludente con gli avversari cittadini dell’Inter.

Nel complesso a fronte di un bilancio che si aggira attorno ai 10 milioni di passivo, il Milan ha migliorato una squadra che nella passata stagione ha dimostrato di poter far bene, pur senza esprimere un livello di gioco eccelso, quando riesce a trovare la giusta concentrazione e un buon equilibrio in campo e nello spogliatoio. La società, che dopo le partenze dello scorso anno è riuscita in questa sessione ad evitare cessioni dolorose, ha deciso di puntare su una linea votata a riportare a Milanello giocatori dal sangue rossonero, dediti alla causa. Pur non sembrando nel complesso attrezzata per lo scudetto, viste alcune lacune come la mancanza di un leader difensivo, la squadra potrà giovarsi di una buona aggiunta di varietà e valori tecnici nel settore offensivo e di un rinnovato entusiasmo. Ad Allegri, ancora in attesa di un rinnovo che dopo il vertice di Arcore pare più probabile rispetto ai mesi passati, il compito di sfruttare al meglio le nuove energie e portare il Milan oltre i pronostici che lo vedono partire seppur da protagonista in seconda fila nella lotta al titolo.