Imu e Tasi; tutto quello che c’è da sapere, pagamenti e scadenze

Prima rata entro il 17 giugno. Al momento del saldo possibili aumenti

Come ogni anno arriva puntuale il termine per pagare l’Imu e la Tasi. L’acconto scatta il 17 giugno mentre il saldo il 16 dicembre. La cifra da pagare sarà uguale a quella dell’anno scorso ovvero il 50% dell’acconto sul totale calcolata sui 12 mesi precedenti. Si potrà pagare anche in’un unica rata sempre il 17 giugno.

Previsti aumenti Imu e Tasi

L’ aumento è più che probabile al momento del saldo. Fino al 28 ottobre i Comuni potranno modificare le aliquote, la legge di Bilancio del 2019 ha cancellato gli stop agli aumenti imposti dal 2016. Gli aumenti spesso riguardano i beni immobili particolari ad esempio Pordenone ha portato al 10,6 per mille il prelievo sui negozi non in affitto nel centro cittadino, Torino ha elevato sempre al 10,6 per mille l’Imu sulle abitazioni concesse dal proprietario in uso gratuito ai parenti e per le case affittate a canone libero; mentre Firenze (dal 7,6 al 5,7 per mille), Grosseto (dall’8,6 all’8) e Pavia (dal 10,6 al 9,6) hanno calato l’imposta.

Mentre nessun cambiamento per Milano, Bologna, Roma Napoli, Bari e Palermo.

Cos’è l’Imu e come si paga

L’Imu è l’Imposta municipale unica (Imu), un contributo di tipo patrimoniale. Viene applicata sugli immobili che ciascun cittadino possiede. Dal 2014 l’imu non si paga per la prima casa ad eccezione di quelle di lusso, sui fabbricati rurali strumentali e sui terreni nei Comuni montani.

Per chi ha seconde case o più terreni agricoli, immobili commerciali, negozi, aree edificabili, l’imu va pagata.  Il pagamento si effettua con bollettino di conto corrente postale o con modello F24.

Ecco come calcolare l’Imu e la Tasi

Cos’è la Tasi

La Tasi nello specifico è Il Tributo per i servizi indivisibili è stata introdotta nel 2014 e serve per finanziare i servizi dei municipi, dalla manutenzione delle strade all’illuminazione pubblica. L’aliquota può cambiare a seconda del Comune di residenza. In caso di immobile in affitto, la Tasi verrà pagata dal proprietario (nella misura indicata dal Comune) se l’affittuario ha anche la residenza nella casa in questione; nel caso l’inquilino non abbia la residenza, invece, è lui a dover versare una quota che va dal 10% al 30% a seconda di quanto deliberato dal Comune. Mentre per gli immobili a canone concordato c’è uno sconto del 25%. Anche in questo caso il pagamento viene effettuato tramite F24  e bollettino postale centralizzato.

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