Indagine del Pew Research, In Europa si pensa che i figli staranno peggio dei padri

euroIndagine del Pew research: Dall’ Italia alla Gran Bretagna, si pensa che i figli staranno peggio dei padri
“I giovani italiani vivranno peggio dei loro padri”: lo pensano il 67% degli italiani, secondo i dati del sondaggio di opinione condotto dal Pew Research, in dieci paesi del mondo: Grecia, Spagna, Italia, Francia, Germania, USA, South Corea, Regno Unito, Giappone e Israele.
Alla domanda pensi che i tuoi figli vivranno peggio o meglio delle generazioni precedenti , solo in South Corea e Israele vince l’ottimismo con rispettivamente: il 54% e 34% degli intervistati, convinto in un miglioramento generazionale in termini di qualità di vita. Il paese più pessimista d’Europa risulta essere la Francia seguito dal Regno Unito.
Le chiavi interpretative di questo dato potrebbero essere molteplici, accomunate sicuramente dalla percezione diffusa ormai su scala mondiale, che la crisi economica scoppiata nel 2007 in seguito alla bolla speculativa americana abbia irreversibilmente ridisegnato il volto geopolitico dell’economia globale. Persino uno stato forte e industrializzato come il Giappone è attraversato da una grandissima ventata di pessimismo: ben l’89% della popolazione crede in un peggioramento generale di condizioni di vita. Dati questi che trovano una più facile comprensione, se analizzati in comparazione con le risposte date alle altre domande a proposito dei: fattori determinanti il successo sociale, le cause dell’iniquità sociale, le soluzioni da attuare per ridurre il divario tra ricchi e poveri.
L’Italia è la nazione in cui è maggiormente diffusa la percezione di pagare troppe tasse, ben il 68% infatti, degli intervistati crede che una valida soluzione per accorciare le distanze tra ricchi e poveri sia l’alleggerimento del peso fiscale e quindi meno tasse. Contrariamente in Germania e Regno Unito dove si pensa ad un aumento della tassazione come misura risolutiva. Ma l’importanza che il peso fiscale ha per gli italiani si evince anche dalla percentuale, da considerarsi alta, se rapportata a quella raggiunta negli altri paesi, di persone che pensano che le ragioni dell’iniquità sociale stiano nella tassazione. Nonostante questa percentuale, il picco tra gli elementi considerato responsabile della diseguaglianza sociale è raggiunto dalle responsabilità delle politiche economiche 36%, motivazione che negli altri paesi raggiunge percentuali di sostenitori di gran lunga maggiori. Diversamente, solo il 4% degli italiani pensa che la causa principale sia da ricercarsi nell’istruzione a differenza della Germania dove invece la percentuale è più alta , pari al 1% seguita dal Regno Unito dove viene raggiunto un 18%.
Dato rafforzato dalla frammentazione tutta italiana della risposta alla domanda cosa pensi sia determinante per avere una buona carriera?
nessuna risposta raggiunge una percentuale superiore al 50%, in paesi come la Germania o la Spagna si ha un picco di oltre il 50% per la voce rispondente all’istruzione in Italia si arriva al 39%. Questo dato potrebbe essere analizzato sotto molteplici e polivalenti punti di vista, sicuramente la crisi economica mondiale e la forte precarietà del mercato del lavoro italiano hanno favorito un clima di sconforto e delegittimazione della cultura e della formazione a vantaggio di una maggiore popolarità di pratiche clientelari ritenute quasi ineludibili, e in tal senso significativa è la percentuale di chi pensa che sia necessario conoscere le persone giuste una delle più alte insieme a quelle della Spagna.
Non è un caso quindi che i paesi dell’Unione Europea che hanno subito pesanti critiche da stati come Germania o Francia, e che hanno vissuto e stanno vivendo periodi particolarmente delicati e critici abbiano sviluppato una sorta di scarsa fiducia nelle istituzioni. Questa raggiunge in termini percentuali il picco più basso in Giappone dove invece per la maggior parte del campione esaminato il duro lavoro premia e d è visto come il jolly necessario ad avere successo lavorativamente e nella società. Dal sondaggio condotto dal Pew Research esce fuori una popolazione europea al cui interno le percezioni rispetto alle politiche da adottare sono tutt’altro che integrate ed omogenee. Europa che appare invece unita in un comune senso di incertezza e pessimismo nei confronti del domani.
La propositività e gli intenti di crescita con cui è nata L’unione Europea sono ancora popolari? ecco forse una domanda che nasce da quest’ importante sondaggio, e che, al di là di percentuali e cifre ,fotografa la realtà contemporanea e pone delle questioni che rappresenteranno e rappresentano dei forti banchi di prova per i governi nazionali e dell’Unione.

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