Ivrea: il tabaccaio ha sparato dall’alto

Secondo i risultati dell'autopsia il tabaccaio avrebbe sparato dall'altro e alle spalle

Arrivati i risultati dell’autopsia. Il corpo mortale che avrebbe ucciso il ladro moldavo, Ion Stavila, sarebbe entrato dalla spalla. Poi dritto al cuore. Pertanto, il tabaccaio avrebbe sparato dal primo piano della sua villetta e alle spalle. Probabilmente il ladro era già in fuga. Vediamo nel dettaglio i fatti.

Qual’è il movente dell’omicidio?

La notte tra giovedì e venerdì scorso, a Pavone Canavese, nel corso di un furto a una tabaccheria il moldavo Ion Stavila sarebbe morto. Il tabaccaio Franco Iachi Bonvin, proprietario della tabaccheria, ha aperto il fuoco contro tre intrusi. Secondo quanto dichiarato del Bonvin, non era la prima volta che si trovava in una situazione simile. La sua tabaccheria, infatti, era stata in passato oggetto di altri tentativi di rapine. Era stanco di subire. Il 67enne è attualmente indagato dalla procura di Ivrea per eccesso colposo di legittima difesa. Stamattina, è stata chiarita la dinamica della traiettoria del proiettile del revolver 357, regolarmente detenuto dal tabaccaio.

La versione del tabaccaio

I risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi, smentiscono la versione del Bonvin. Infatti, agli inquirenti aveva raccontato che intorno alle 3 del mattino, aveva sentito dei  rumori provenire dal suo negozio. Era così sceso per controllare. In cortile, si era trovato di fronte i tre ladri. A quel punto li aveva affrontati. Ne era nata una lite, finita poi con il colpo di pistola. Il molvado caduto a terra, mentre gli altri due complici spariti nel nulla. Ma pare che questa non sia la verità. Così, mentre il tabaccaio si è avvalso di non rispondere durante l’ultimo colloquio con il procuratore Giuseppe Ferrando, arrivano gli esami che raccontano altra verità. Il colpo sarebbe partito dal balcone. Ion Stavila sarebbe stato freddato quando era già sul marciapiede, dove poi è stato ritrovato dagli agenti della polizia.

La reazione dei politici

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, si è subito detto a favore del tabaccaio. Sue le parole: “Fermo restando il rispetto per le indagini in corso , resto dalla parte dell’aggredito e mai dalla parte dell’aggressore. In torno è il rapinatore, non il rapinato. fare il rapinatore è un mestieri difficile” ha concluso ironicamente il vice premier.  https://video.repubblica.it/edizione/torino/tabaccaio-uccide-ladro-a-ivrea-salvini-io-sto-sempre-con-l-aggredito-mai-con-l-aggressore/337010/337606?refresh_ce

Chi invece sembra non essersi espresso è il Presidente del Consiglio Conti. Commenta semplicemente così la notizia: «Non emetto sentenza – osserva – e comunque non è detto che dobbiamo avere le stesse opinioni su tutto». Ma certamente, si riferisce al modo di reagire dell’esponente leghista.

Siamo tutti Franco

E’ questo lo slogan con cui hanno sfilato i concittadini di Franco, il tabaccaio. Un modo per dimostrare la propria solidarietà. “Sono vicino a quest’uomo perché anche io in passato ho subito dei furti – racconta il consigliere regionale della Lega Gianluca Gavazza. Ai tempi il consigliere non era preparato, ma oggi lo troverebbero armato. Secondo la sua stessa ammissione durante un’intervista. Tra tutti i cittadini nella lunga fiaccolata anche il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli. Presente anche il consigliere leghista Mauro Fava che commenta così l’accaduto: “Servirebbe una legge più severa verso chi va a delinquere come fanno in certi paesi che se vai a rubare anche solo il minimo, un esempio stupidissimo, ti tagliano la mano, vedi che forse incomincerebbero a calmarsi un pò invece che entrare ed uscire dalla galera”. La fiaccolata è partita dalla chiesa del Sacro Cuore per poi proseguire fino al lungo della tabaccheria, lo scenario dei fatti. https://www.ilmessaggero.it/video/cronaca/siamo_tutti_franco_fiaccolata_ivrea_solidarieta_al_tabaccaio_ha_ucciso_ladro-4552591.html

Il parroco difende il tabaccaio

Come non bastasse, anche il parroco del paese difende Franco Bonvin. Il parroco Don Beppe Dorma ha rivolto un pensiero alla famiglia del ragazzo ucciso. Consapevole del fatto che comunque i familiari stanno vivendo una tragedia. Il prete che però conosce personalmente l’imputato così lo definisce: “E’ un buon marito, un ottimo padre di famiglia, grande lavoratore, onesto e sincero. Sempre presente agli eventi e alle ricorrenze sociali della borgata. Stimato da tutto il paese. Sta attraversando un momento difficilissimo ed è molto provato”. 

Ma cos’è la legittima difesa?

Con la nuova legge 26 aprile 2019 n. 36 (G U. 3 m,aggio 2019 n. 102) le regole in tema di legittima difesa sono cambiate. Secondo tale legge:

  •  non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa;
  • se, nel commettere alcuno dei fatti si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

La riforma specifica che non può essere colpevole di eccesso di legittima difesa colui che si è difeso da un’aggressione nella sua abitazione. Ecco appunto su cui verte il caso del tabaccaio di Ivrea. Le indagini cercano proprio di capire se si è trattato di eccessiva legittima difesa o meno. Nei prossimi giorni, si cercherà di capire le sorti del 67enne tabaccaio e se la nuova legge verrà applicata, rendendolo libero da ogni capo d’accusa.

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