L’ Economia Italiana riparte nel 2015

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Il 2015 dovrebbe essere l’anno della svolta per l’ Economia Italiana. Ad affermarlo l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Si tratta di un’importante organizzazione economica con sede a Parigi che si occupa, tra le altre cose anche di fornire analisi e stime autorevoli ed utili alla formulazione delle politiche economiche. Insomma, non i primi arrivati.

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L’ Economia Italiana, in base alle loro previsioni, dovrebbe crescere dello 0.4% nel 2015 e dell’1,3 % nel 2016. Non si tratta di tassi di crescita stile Cina ma, comunque, dopo anni di crisi, qualora le stime dovessero essere confermati dai fatti come spero, si tratterebbe di cifre importanti ed utili per dare respiro all’Economia e alla situazione sociale del Bel Paese.

La disoccupazione dovrebbe essere pari al 12.3% quest’anno mentre per il 2016 dovrebbe attestarsi intorno all’11,8%.

L’OCSE analizza l’ Economia italiana, trovando importante l’impegno del Governo sulle riforme, soprattutto quella del mercato del lavoro, la cui rigidità secondo loro resta uno dei problemi più importanti dell’Italia.

L’atteggiamento di un Governo, tralasciando per un attimo anche i risultati, è un importante strumento di politica economica in quanto lancia un forte segnale al Paese in cui opera, influenzando le aspettative dello stesso.

Dipende poi dalla cultura del luogo. In un Paese come il nostro in cui vale il famoso adagio: “Fuori piove, Governo ladro”, gli effetti sono minori ma non scordiamoci che dietro all’ Economia ci sono gli esseri umani e che quindi l’aspetto psicologico è importante. L’ Economia reale è fatta di esseri pensanti, con sogni, aspettative e modi di percepire la realtà diversi.

L’Organizzazione, prosegue, che trova incoraggiante l’impegno del Governo anche se, uno dei problemi storici del Bel Paese è quello di riuscire ad applicare le riforme concertate. Anche da questo punto di vista, però, ritengono degni di fiducia gli sforzi dello stesso.

I punti su cui insistere maggiormente sono la liberalizzazione dell’ Economia, la rigidità del mercato del lavoro e la semplificazione fiscale.

Infatti, secondo i loro studi, esiste una giungla di regimi agevolativi, i quali, se venissero ridotti, permetterebbero un aumento dei redditi da tassare ma un abbassamento delle aliquote. Lavorando ogni giorno in questo settore (N.d.R. io spesso mi vanto di essere contabile di giorno e giornalista di notte) vi posso assicurare che il nostro sistema tributario sia una vera e propria giungla in cui è difficile muoversi senza l’assistenza di un consulente, il che aumenta il potere contrattuale degli stessi.

In conclusione, l’analisi dell’OCSE sembra promettente e mi auguro vivamente che si sbaglino per difetto e che la ripresa sia più forte di quella prevista. E non lo dico solo dal punto di vista economico ma anche, come amo sempre scrivere qui e nella mia rubrica, dal punto di vista umano. Dietro a questi numeri, che possono sembrare freddi, ci sono vite, sogni e speranze di milioni di persone stanche di dover vivere col macigno della crisi sul cuore, una crisi invadente che si insinua nelle nostre vite, relegandole a semplici note a margine sul libro perpetuo della Storia.

Questo Paese ha bisogno di tornare a crescere economicamente e nello spirito. La situazione resta critica ma preferisco essere ottimista. Non costa nulla e fa bene al cuore.